[A] Le recensioni di ClubDante

Andrea Caterini
Italia

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Montale sentimentale


Un critico fedele a se stesso

 

Non è di poco conto notare quanto nel profondo Giorgio Ficara sia un critico più petrarchista che dantista. In questa scelta, se poi di scelta si tratta (essendo ogni studio delle cose una chiamata personale che quelle stesse cose ci sussurrano all’orecchio come grilli parlanti, o demoni dispotici), non si nascondono soltanto le due linee che, convenzionalmente, compongono la letteratura italiana – quella che da Dante arriva fino a Pasolini, in una linea viscerale-spirituale-civile, e quella invece che da Petrarca arriva a Leopardi e poi Montale, in una linea altrettanto spirituale ma pure mentale, scettica, filosofica –, ma soprattutto una personalissima predisposizione; anche, viene da dire, un personalissimo carattere.

Ficara, a ben vedere, ed è una qualità rara, non si è mai sottratto alla propria natura. Piuttosto, quella fedeltà a se stesso è stata un continuo approfondimento, il lavorìo di uno scultore che ormai maneggia i suoi ferri raffinatissimi in un tempo infinito, come di un’opera che non smette di essere perfezionata. È così che si può leggere la sua opera critica, come un Canzoniere, dove ogni sonetto è la riscrittura, l’approfondimento di quello precedente: dal primo del 1993, Solitudini (uno studio sulla letteratura italiana dal Duecento al Novecento – colpiscono, in specie, i vari saggi che il critico dedica a Petrarca), poi, nel 1996, Il punto di vista della natura (dedicato a Leopardi), passando, nel 2007, per Stile Novecento (e qui è evidente quella linea letteraria-caratteriale, se gli autori affrontati sono, guarda caso, Montale, Saba, Calvino, tra gli altri) fino a quello appena pubblicato, il bellissimo Montale sentimentale. Ficara analizza nel suo ultimo lavoro iMottetti montaliani (seconda parte della raccolta poetica Le occasioni, del 1939), ripercorrendo, verso per verso, quel «romanzetto autobiografico» dove il poeta ligure canta il suo amore lontano con uno «sguardo metafisico»; quello rivolto a Clizia, che è etereo angelo e fisica assenza («E per te scendere in un gorgo/ di fedeltà, immortale» dicono due versi del secondo mottetto).

Sono convinto che ogni studio, ogni ricerca, non può nascere da altro se non da quella chiamata che si diceva. E Ficara quella chiamata non l’ha mai tradita, l’ha presa anzi di petto, sapendo che risponderle significava costruire anche un’opera come fosse il proprio «romanzetto» critico-autobiografico, mettendo a nudo, quindi, la propria natura – di critico raffinatissimo, certo, ma pure la sua natura di uomo.

 

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Montale sentimentale - Marsilio (2012)
Montale sentimentale
Giorgio Ficara
Marsilio
2012
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