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Vittoria Martinetto
Italia

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Severina


Di Rodrigo Rey Rosa (1958), prolifico autore guatemalteco di origini piemontesi, considerato nel mondo di lingua spagnola un maestro della narrativa breve, l'editoria italiana si è finora interessata in modo sporadico e incostante. Sono usciti Quel che sognò Sebastián (Mondadori, 1999), Il tempo concesso (Mondadori, 2001) e Giungla di pietra (Cargo, 2006). Ora Feltrinelli lancia il suo ultimo Severina, anche se nel frattempo, con scadenza quasi annuale, lo scrittore è uscito con diversi altri romanzi e libri di racconti. Formatosi alla scuola di arti visive a New York, e poi a Tangeri, dove ha frequentato i seminari dello scrittore Paul Bowles, della cui opera ha ereditato i diritti, Rey Rosa è un autore che si tiene un po' a margine rispetto ad alcuni filoni in voga in America Latina, e non si colloca né fra gli epigoni del realismo magico, né fra i postmoderni. Ambienta le sue storie preferibilmente nel suo paese, salvo per alcune opere dedicate all'esperienza africana, e il suo stile è caratterizzato da una prosa esatta e concisa, così come le sue storie sono sempre intessute intorno a qualche sottile mistero o talora scatenate da incidenti minimi che ingenerano sproporzionate conseguenze. Sullo sfondo, sempre qualche riferimento a situazioni di violenza e di sopruso che affliggono il Guatemala sia urbano sia rurale.
Anche questo delizioso romanzo breve dedicato a due passioni intrecciate, l'amore sentimentale e quello per i libri, è costruito intorno a un piccolo enigma. È la storia, narrata in prima persona, di un libraio aspirante scrittore (che come tale si definisce di «una specie malinconica») il quale finisce per innamorarsi di una ladra di libri che compare sporadicamente nel suo negozio durante gli incontri di poesia da lui organizzati insieme ad altri bibliofili. La giovane donna è di un fascino e di una bellezza tali che all'inizio il protagonista la lascia fare, limitandosi ad annotare i raffinati titoli che di volta in volta lei sottrae riuscendo a eludere il sistema antitaccheggio. L'uomo comincia ad attenderne ansiosamente l'arrivo in libreria, poi prende a pedinarla, infine le parla e la smaschera dopo averla messa nell'angolo e perquisita in una scena carica di valenze erotiche che termina in un bacio.
Così, da potenziale nemica, Severina, questo è il suo nome, si trasforma in un'ossessione, poiché l'averla avvicinata non dipana il mistero che ne avvolge l'esistenza e i gesti, bensì rivela una dimensione ancora più sfuggente in cui nulla è come sembra, al punto che il delirio del libraio assume connotazioni allucinatorie. Non si può rivelare altro di ciò che accadrà più avanti, anche se non sarà necessariamente un finale tragico, ma soltanto inatteso. Di certo Rey Rosa è andato sempre più perfezionando questa sua arte della sintesi romanzesca, riuscendo a cristallizzare in appena un centinaio di pagine l'essenziale di ciò che si chiede a un romanzo: una prosa limpida, quasi minimalista, un intreccio avvincente, personaggi credibili, una dose di intertestualità o dialogo con altri libri, una dimensione metaforica e, perché no, una lezione filosofica, senza mancare di intesservi una serie di folgoranti aforismi, di quelli che inducono a leggere con una matita in mano.  

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Rodrigo Rey Rosa
Severina
Traduzione di Danilo Manera
Feltrinelli, Milano 2012
Pagg. 109, € 10,00

 

Severina - Feltrinelli (2012)
Severina
Rodrigo Rey Rosa
Feltrinelli
2012
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