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Glauco Felici
Italia

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Il ragazzo dei seni di gomma


Tre vite alla deriva

di Glauco Felici

 

Il primo contatto del lettore italiano con Sylvia Iparraguirre (argentina, è nata a Junín nel 1947) risale al 2001, quando Einaudi ha pubblicato – nella traduzione di Paola Tomasinelli – La terra del fuoco. Storia dell’amicizia – ricostruita secondo i modi del racconto storico, dell’indagine giudiziaria e del monologo narrante – tra Jack, figlio illegittimo di un inglese, e di una criolla argentina, che scrive una relazione sulla vicenda che più ha segnato la sua vita: gli incontri con Omoy-lume, uno yámana della Terra del Fuoco, che nel 1830 viene condotto a Londra, iniziato alla «civiltà» e poi riportato nella sua terra per servire da testa di ponte alla colonizzazione inglese. Al di là del senso di solidarietà che lega i due personaggi, e della chiara intonazione anticoloniale, il libro rappresenta scenari contrastanti e avvincenti: la pampa in cui vive Jack, la selvaggia natura patagonica, la Londra miserabile e maestosa dell’Ottocento.

Poi, nel 2004, è uscito Luna Park (Crocetti, traduzione di Claudio Cinti), che in realtà è precedente di alcuni anni rispetto a La terra del fuoco. Si tratta di una sapiente esercitazione in cui l’autrice mostra di conoscere le tecniche della scrittura fantastica e visionaria, e di saper esprimere i grandi sentimenti, inserendosi in una scia tipicamente argentina, dove si ritrovano – a tracciare la strada, ognuno una propria – Borges, Leopoldo Marechal, Roberto Arlt e Osvaldo Soriano (in particolare, è di quest’ultimo che spesso si sente riecheggiare il sorriso assurdo e smarrito: ma senza la sua folgorante immediatezza).

E adesso ecco qui Il ragazzo dei seni di gomma, ambientato in una Buenos Aires che in certe pagine rimanda al grande Adán Buenosayres di Marechal (ne esiste una versione italiana, Vallecchi 2010). Il personaggio centrale è Cris, cioè Cristóbal, un ragazzo che il 31 luglio 1995 attende nella notte l’ora precisa in cui compirà diciassette anni per brindare e per decidere di emanciparsi dalla famiglia – la madre e il patrigno – tentando ardite soluzioni per raggiungere la sopravvivenza: ad esempio, vendere ai giovani-bene seni di gomma «del miglior poliuretano che ci sia sulla piazza» (quelli del titolo, insomma) da manipolare per conquistare relax e sconfiggere lo stress. Poi, Cris troverà la casa della vedova Marcia Vidot, che gli offre una camera dove vivere. C’è poi l’altro personaggio, il professore di filosofia Mentasti (è stato anche professore di Cris), che ha l’ossessione per Wittgenstein, ed è appena tornato da uno strano viaggio a La Paz, in Bolivia, per cercare un amico di gioventù, Manuel Urruty. Sono tre vite alla deriva, in cerca di non si sa bene cosa, che a volte si incrociano ma non riescono a intrecciarsi in un legame sostanziale. Non è il ritratto di una città, come alcuni hanno suggerito, ma come l’autrice ha negato; è semmai il ritratto di un momento storico definito, l’epoca devastante di Menem, che non viene mai nominato ma dei cui disastri viene tracciato un ritratto esistenziale, profondo, accorato. In un’intervista, Sylvia Iparraguirre ha detto: «M’interessa che un tema, la politica ad esempio, o la solitudine, venga fuori dal conflitto dei personaggi e non in un altro modo, e, almeno in questo romanzo, quel che succede ai personaggi non ha nulla a che vedere direttamente con la politica. Il ragazzo ha diciassette anni, non va all’università e non è in contatto con nulla; Mentasti vive con le sue contraddizioni; la signora Vidot vive scossa da quello che le è accaduto, in uno stato molto malinconico. Noi stiamo sempre a riferirci alla politica, affermiamo che le cose vanno male, che l’inflazione è eterna, ma in realtà la gente più che altro vive, soffre la fame, lavora, fa figli, esce, si angoscia, forme coppie e le disfa. La politica è nell’aria e, soprattutto, nelle macrodecisioni economiche alle quali non abbiamo accesso, ma credo che siamo un po’ stanchi: sono stati decenni di overdose di politica». Una personale maniera di fare letteratura e/o politica, un’accattivante manifestazione di scrittura ad alta intensità.

 

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Il ragazzo dei seni di gomma - L'Asino d'Oro (2012)
Il ragazzo dei seni di gomma
Sylvia Iparraguirre
L'Asino d'Oro
2012
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