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Silvia Albertazzi
Italia

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Guida rapida agli addii


The Beginner’s Goodbye, il suggestivo (e programmatico, come si vedrà in seguito) titolo dell’ultimo romanzo di Anne Tyler, è diventato in italiano Guida rapida agli addii, salvando il riferimento alla manualistica dozzinale, a scapito, però, della pregnante ambiguità sottesa alla giustapposizione di due termini dalle sfumature quasi antitetiche, come beginner (=principiante) e goodbye (=addio). In effetti, il titolo originale si può leggere come una stringata dichiarazione d’intenti e di poetica dell’autrice: da un lato, si anticipa che, al centro della vicenda sarà, ancora una volta, una figura di “principiante”, di “dilettante”, di “turista per caso” del mondo e della vita - un personaggio goffo, che se ne sta al margine dell’esistenza, incapace di grandi gesti o di reazioni mature e consapevoli, che della vita non riesce mai a diventare “professionista”, ma che rivelerà, nel corso dell’azione, un’inattesa disponibilità al cambiamento. Dall’altro lato, c’è la necessità, per tutti, prima o poi,  di fare i conti con il dolore, l’addio del titolo, di imparare a elaborare il lutto e a conviverci. E qui entra in gioco la “guida rapida” della versione italiana:  perché, come già nel suo romanzo più famoso, Turista per caso, dove il protagonista era uno scrittore di baedeker semplificati per uomini d’affari, anche qui Anne Tyler contrappone le difficoltà insite nella gestione della perdita di una persona amata alla faciloneria dei manuali “per principianti” (le “guide rapide”)  in cui è specializzata la casa editrice del protagonista: libretti smilzi e raffazzonati che offrono consigli di buon senso per cavarsela di fronte alle difficoltà del quotidiano. Aaron, attorno a cui ruota l’intera storia, è un trentaseienne claudicante, leggermente balbuziente, che parla e agisce come un sessantenne. Persa la moglie, una donna più anziana, volitiva e autoritaria, in un assurdo incidente domestico (un albero si è schiantato sulla veranda in cui la donna sedeva), Aaron vive con fastidio le attenzioni di cui lo circondano amici e colleghi, cercando invece, com’è spesso il caso per i protagonisti di Anne Tyler, di tirare avanti passando il più possibile inosservato, fintanto che la moglie non comincia ad apparirgli, nelle situazioni più banali. Non ha nessuna importanza verificare se si tratti di allucinazioni o di un vero e proprio fantasma: certo è che Aaron, nella sua mente, parla a Dorothy, fluentemente e senza balbettare, e ne riceve risposta, fino ad arrivare, di visione in visione, a rendersi conto, delle imperfezioni – anzi, dell’infelicità – di quel matrimonio che, nella sua solitudine, aveva idealizzato. Non si tratta, va sottolineato, di una virata verso il soprannaturale da parte di un’autrice che deve la propria fama alla leggerezza con cui tratta le piccole cose di ogni giorno e le vite ordinarie: se Dorothy torna a parlare con Aaron è perché considera il suo rapporto col marito “un lavoro non finito”, che va risolto prima di poter essere chiuso definitivamente. L’elaborazione del lutto, pertanto, coincide con la presa di coscienza e l’accettazione dell’imperfezione insita nell’amore umano, in primo luogo nell’istituzione matrimoniale. Sono questi temi che ritornano con insistenza nella narrativa di Anne Tyler e che, in altre mani, potrebbero portare a un surplus di pesantezza, quando non di noia. Al contrario, l’autrice di Baltimora, con la delicatezza e il senso dell’umorismo che le sono propri, riesce una volta di più a offrire un microcosmo divertente e malinconico al tempo stesso nel quale è impossibile non riconoscersi, perché, come Aaron che conversa nella sua mente con una defunta o come i suoi amici, che cercano di consolarlo rimpinzandolo di cibo o evitando di nominare le loro mogli in sua presenza, siamo tutti principianti di fronte all’ultimo addio, e tutti avremmo bisogno di una “guida rapida” per affrontarlo.

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Anne Tyler
Guida rapida agli addii
Traduzione di L. Pignatti
Guanda, Milano 2012
Pagg. 214
 

Guida rapida agli addii - Guanda (2012)
Guida rapida agli addii
Anne Tyler
Guanda
2012
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