[A] Le recensioni di ClubDante

Silvia Albertazzi
Italia

FacebookTwitterLinkedInMail-To

Il senso di una fine


In un racconto contenuto nella raccolta Pulse, apparsa all’inizio dell’anno scorso, Julian Barnes, per bocca di un suo personaggio, osserva che la scrittura «è l’unica professione in cui il fallimento può essere usato vantaggiosamente». Non è quindi per caso se il suo romanzo Il senso di una fine, che esce ora in traduzione italiana, ma che è apparso nello stesso 2011 in Inghilterra, ha per protagonista un individuo la cui esistenza, da lui rivisitata alle soglie della vecchiaia, si rivela alquanto fallimentare, una volta messe a nudo le menzogne con cui egli ne ha arricchito il ricordo, trasformandolo in una storia diversa dalla realtà vissuta.
Tony Webster, l’antieroe di Barnes, a dire il vero, non si considera un perdente: preferisce definirsi «né vincitore né vinto», anzi, »sopravvissuto». Ma il lettore che lo segue nel suo percorso a ritroso sui sentieri infidi della memoria, da un’adolescenza da liceale di belle promesse negli anni Sessanta a una maturità mediocre, o meglio, secondo le sue stesse parole, «nella media», non può certo considerare un successo l’esistenza di questo personaggio che, in età avanzata, finisce con lo scoprire che la vita che ha vissuto davvero non coincide con la storia che se n’è raccontata. E tuttavia – e qui sta il primo punto di forza del romanzo – proprio in questa consapevolezza il lettore si riconosce: riconosce, cioè, un atteggiamento che gli è proprio, quello di inventare in gioventù un futuro differente per sé, salvo poi, da vecchio, inventare un passato diverso per gli altri, nell’uno come nell’altro caso, mentendo a se stesso, prima di tutto.
La ricerca di Tony, che si ritrova ormai pensionato, ultrasessantenne, a indagare sulle cause che hanno spinto al suicidio, nei primi anni di università, il più brillante dei suoi compagni di liceo, snodandosi sul filo di una memoria inattendibile e portandone alla luce le incongruenze, le bugie e le incomprensioni, propone, attraverso una serie di situazioni e colpi di scena degni della miglior narrativa d’indagine, una riflessione sull’inattendibilità del ricordo e sull’umana impossibilità di ritrovare la verità del passato.  Al tempo stesso, un Barnes in ottima forma non esita a sfoderare il suo inconfondibile humour britannico, fatto di understatement e tagliente ironia, per tratteggiare la figura di un ennesimo  maschio incapace di comprendere la realtà, circondato da donne – figlia, ex-moglie, ex-fidanzata – che, alla fine, arrivano tutte a liquidarlo, a distanza di decenni e in situazioni diversissime, con frasi del tipo «non capisci niente» o «non ci arrivi».  Maestro di prudenza, epitome del basso profilo, Tony, quasi al termine della sua ricerca, si rende conto di essersi lasciato scivolare addosso la vita, di aver rinunciato troppo presto alle sue ambizioni, di aver passato il suo tempo a ‘sopravvivere’ piuttosto che a vivere.
Un bilancio amaro, certo, che giunge, accompagnato da un ultimo colpo di scena, il più incredibile e inatteso di tutti, al termine di romanzo che, nella sua brevità (poco più di 150 pagine) sembra voler indicare la fugacità della stessa vita, destinata a finire prima che si possa far luce su tutti suoi misteri. Come già accadeva in un’altra sorprendente novella ambientata negli anni Sessanta, Chesil Beach di Ian McEwan, concentrando la propria opera in uno spazio alquanto limitato, lo scrittore riesce a offrire dei variopinti sixties una pittura in bianco e nero (utilizzando, però, tutta la scala dei grigi): così il lato plumbeo degli anni Sessanta finisce per informare di sé anche l’esistenza non entusiasmante del protagonista nei decenni successivi, lasciandogli infine, intatto, solo un senso di inquietudine che nasce dall’accumulo di perdite e fallimenti non compresi, sottaciuti o percepiti troppo tardi.

© Copyright ClubDante

Julian Barnes
Il senso di una fine
Traduzione di Susanna Basso
Einaudi, Torino 2012
Pagg. 150, € 17,50

 

Il senso di una fine - Einaudi (2012)
Il senso di una fine
Julian Barnes
Einaudi
2012
Acquistando questo libro sul tuo sito di vendita abituale,
potrai sostenere ClubDante senza alcun costo aggiuntivo:
la Feltrinellibol.itfnacamazonibs.it
Copyright 2012 by Empower Consulting Srl. Tutti i diritti sono riservati.
ClubDante S.r.l. è una società del Gruppo Empower Consulting S.r.l..
Tutti i servizi di comunicazione digitale del Portale sono forniti per mezzo della piattaforma Mail-Maker.