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Diego Zandel
Italia

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Bella di giorno


Intramontabile "Bella di giorno"

 

Di “Bella di giorno” si ricorda soprattutto il film di Luis Buñuel  con l’’interpretazione straordinaria  di Catherine Deneuve. Anno 1967. Si è dimenticato, forse, che il film era stato tratto dal romanzo omonimo scritto nel 1928 da Joseph Kessel: lui, sì, scrittore pressoché dimenticato, almeno in Italia.  Degli ottanta romanzi che ha scritto, venduti per altro in milioni di copie,  si ricorda ben poco. 

La pubblicazione da parte di e/o, in una nuova collana chiamata “Gli intramontabili”, di “Bella di giorno” può aiutare a rinverdirne la memoria.  Qualcosa ha potuto fare  Jean-Michel Guenassia che nel suo bestseller “Il club degli incorreggibili ottimisti”, edito da Salani nel  2010, ha fatto di Kessel, insieme a Sarte e a Camus, uno dei protagonisti del romanzo.  Ora arriva questa nuova edizione di “Bella di giorno”, nella traduzione di Elisabetta Sibilio,  la quale, si vedrà, che pur nella comune eleganza, si affida a una scrittura che si discosta molto da quella del film, più cerebrale e drammatica di quella di Buñuel, che risponde a una visione più carica di sottintesi ironici e antiborghesi.

“Bella di giorno” di Joseh Kessel ci racconta il dramma di Severine Sérizy, una giovane e bella signora,  elegante, appartenente alla borghesia agiata che, dietro la spinta di morbosi quanto oscuri sentimenti di depravazione, nati dall’apprendere che una donna nel suo ambiente si prostituiva,  prende a sua volta a frequentare una casa di appuntamenti. Lontano da lei qualsiasi intento venale, tant’è che, prima ancora di cominciare, ingenuamente e arrossendo, la vedremo offrire lei stessa del denaro a un uomo volgare che la guardava concupito, invitandolo a spenderlo con lei alla casa di appuntamento della quale gli darà l’indirizzo.  “Bella di giorno” sarà il suo nom de plume,  affidatole dalla tenutaria della casa di appuntamenti, madame Anais, per il fatto di concedersi nelle prime ore pomeridiane, dalle 14 alle 17, quando il marito, Pierre, un rinomato chirurgo è impegnato nel suo lavoro all’ospedale.

La materia è trattata da Kessel con raffinatezza, un linguaggio elegante che mette a nudo i turbamenti della donna, la quale, richiestissima, incontra i suoi clienti della specie più varia con un senso di colpa nei confronti del marito tanto più forte quanto più sente di amarlo.  Il romanzo è giocato su questa contraddizione. Che Kessel fa esplodere nell’incontro con un amico di famiglia, Henry Husson, lo stesso che l’aveva messa al corrente della donna del loro ambiente che si prostituiva, avvertendo in lei, a dispetto dell’esagerata riprovazione della stessa, una sorta di oscuro desiderio e attrazione nel fare altrettanto. Non sarà un caso che quell’uomo, a un certo momento, si ritroverà cliente della casa di Madame Anais, scoprendo l’identità di Bella di Giorno, fino a quel momento da lui forse solo sospettata. Su questo aspetto Kessel gioca sull’ambiguità, tutta mentale e sicuramente espressione di una sorda complicità morbosa,  del rapporto tra loro. Tanto ambiguo da apparire indecifrabile alla stessa Severine: Husson rivelerà l’attività clandestina della moglie a Pierre? La figura di Husson resta equivoca allo stesso lettore. Appare uomo di mondo, e pertanto capace di silenzio, ma anche quel tanto perfido e mascalzone di mettere al corrente l’amico. 

Èin questo dubbio tremendo che Severine si trova a fare i conti con la realtà, e la sua doppiezza, nel difendere il marito e l’amore che prova per lui dalla cruda verità, si manifesta armando la mano di un cliente della malavita, Marcel, che si era perdutamente innamorato di lei. Sa che Husson incontrerà Pierre, e Severine indica a Marcel l’uomo a cui chiudere la bocca per sempre. Solo che il sicario commetterà un errore, invece di Husson colpirà Pierre. Non morirà ma resterà paralizzato per il resto della vita. La notizia correrà su tutti i giornali, tutte le bocche, e con essa il nome di Bella di Giorno, la cui identità però resterà segreta. Anche perché Marcel, in nome dell’amore e dello sprezzo per ogni infamità, seppure arrestato, tacerà il nome della donna.  Sarà lei però, per una malintesa espiazione, a rivelare a un certo momento la verità al marito, ormai incapace di qualsiasi reazione. La riga finale del romanzo  esprime il peso della confessione, dopo la quale “Severine non ha mai più sentito la voce di Pierre”.

 

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Bella di giorno - E/O (2013)
Bella di giorno
Joseph Kessel
E/O
2013
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