[A] Le recensioni di ClubDante

Giovanni Dozzini
Italia

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Stella distante


 

Lo scrigno senza fondo di Bolaño

Prosegue l’opera di riscoperta della grandezza di Roberto Bolaño, continua ad allungarsi la lista dei titoli dello scrittore cileno ripescati nel catalogo Adelphi. Adesso tocca a Stella distante (traduzione di Barbara Bertoni, 152 pp., 16 euro), pubblicato in Italia per la prima volta da Sellerio nel 1999 in un’edizione oramai praticamente fuori commercio: romanzo breve che sviluppa una biografia fittizia apparsa in coda all’appena precedente La letteratura nazista in America, storia vorticosa e meticcia nella migliore tradizione del suo autore, piccola preziosa cronologia narrativa degli anni del golpe di Pinochet e della loro eredità – o di una loro eredità possibile. Bolaño racconta le vicissitudini di Carlos Wieder, poeta, aviatore, militare, infiltrato, assassino, fuggiasco, e le intreccia a quelle che compongono altre esistenze, quasi tutte paradigmatiche.

Tutto ha inizio in un circolo di giovani poeti cileni, prima del colpo di Stato e della dittatura, prima delle sparizioni e delle morti e dello sconquasso dei sogni e delle speranze. Wieder fa capolino tra ragazzi e ragazze, taciturno e carismatico, si ingrazia le donne e turba gli uomini: ma ha un altro nome, Alberto Ruiz-Tagle, e altri probabilmente ne avrà negli anni a venire. Dopo la caduta di Allende tutto appare rovesciato, la realtà, i pensieri, l’immaginazione, e chiunque o quasi chiunque non fa più ciò che faceva prima, e spesso non è più dov’era prima. L’io che narra, poeta a sua volta, finisce in galera, poi finisce in Europa, finisce a Barcellona, e da lì, dopo anni di interrogativi e altri ben più lunghi di silenzi, si trova davanti un poliziotto, cileno, decorato da Allende, ora esule a Parigi, che gli chiede di Wieder, gli chiede di aiutarlo a trovarlo, gli porta riviste da leggere, film da vedere, lo porta con sé.

Bolaño è magistrale nel tratteggio e nel gioco delle ombre, non è mai dato sapere cosa sia verità e cosa sia finzione, ma importa poco perché la sua è essenzialmente vera letteratura che basta e si basta, solida, luminosa, pregiata. Stella distante è solo un tassello, minuscolo, della sua copiosa produzione, ma alcune pagine - leggete la deposizione dell’india Amalia Maluenda, la domestica mapuche di alcune delle vittime di Wieder, al processo contro di lui: è a pagina 112, e forse dovremmo impararla tutti a memoria – splendono mostruosamente, accecanti, portentose. Roberto Bolaño, morto dieci anni fa quasi esatti, che scrittore enorme.

Stella distante - Adelphi (2013)
Stella distante
Roberto Bolaño
Adelphi
2013
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