[A] Le recensioni di ClubDante

Chiara Mezzalama
Italia

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Una metamorfosi iraniana


 

Una metamorfosi iraniana

Mana Neyestani

Coconino Press – 2012

 

di Chiara Mezzalama

 

 

Immaginate una storia che è insieme "La Metamorfosi" e "Il Processo", ed è per giunta una storia vera, nell'Iran dei nostri giorni. L'angoscia raccontata è delle peggiori. I disegni, trattandosi di una graphic novel, contribuiscono notevolmente all'effetto allucinante che la vicenda raccontata da Mana Neyestani produce sul lettore. “Tutto è cominciato con uno scarafaggio”…

Mana disegna vignette per una rubrica per ragazzi, supplemento settimanale del giornale “Iran”, si sente perciò al sicuro rispetto alla censura implacabile e pervasiva del governo che colpisce tutti i giornali riformisti. Nessuno è veramente al sicuro in Iran, scopre con amarezza l’autore. La storia di un innocente scarafaggio, disegnato in una vignetta per ragazzi, diventa pretesto per un sollevamento popolare degli azeri nel nord del paese, seguito da violente repressioni. Non bastano le scuse del giornale per il grottesco malinteso. Il disegnatore viene imprigionato insieme al suo amico e collega giornalista nella prigione di Evin, tristemente nota per detenzioni e torture dei dissidenti politici. Il capo di accusa è ridicolo: aver fomentato la rivolta con una vignetta.

Inizia così il viaggio infernale del protagonista nel sistema penitenziario iraniano. Violenza, maltrattamenti, disperazione; le vignette non risparmiano nulla di queste atrocità. Decisioni arbitrarie, interrogatori, minacce; un universo dove ogni più elementare diritto viene negato. In carcere Mana incontra l'infelicità umana condensata come in nessun altro luogo al mondo.

Scopre di essere stato cinicamente usato in lotte di potere (tra il direttore del suo giornale e il governo) che nulla hanno a che fare con lui e con il suo lavoro. Lentamente si affievolisce la speranza di essere liberato e di ritrovare sua moglie e la sua famiglia.

Così come è stato arrestato, viene rilasciato. Sono molto belle e commoventi le immagini sulla sensazione di libertà. Ma nonostante la scarcerazione, Mana continua a ricevere pesanti minacce finché non diventa chiaro che dovrà tornare in carcere.

Inizia così la seconda parte della storia, che è altrettanto inquietante e che racconta il tentativo di fuggire e richiedere l'asilo politico. Mesi di vita sospesa in paesi e luoghi estranei, promesse non mantenute di visti fantasma, una lotta contro il tempo e la paura di dover tornare in patria. Unico sollievo, la presenza della moglie che ha deciso di seguirlo, fino all’arrivo in Turchia dove dall’Ufficio Rifugiati delle Nazioni Unite, riusciranno ad andare in Francia.

Ci sono storie che forse non potrebbero essere raccontate in un’altra forma. Le immagini, così evocative, valgono più di molte descrizioni. E nonostante la violenza e la durezza di questa storia, Mana Neyestani non dimentica mai di aggiungere qualche tratto ironico o commovente, come ad esempio la luna a quadretti che si vede dalla finestra a sbarre della cella, o lo scarafaggio che continua a comparire qual e là e che l’autore cerca ogni volta di scacciare via.

Rimane il pensiero che rispetto ai pochi che sono riusciti a fuggire, molti, moltissimi innocenti, considerati dissidenti, spariscono nelle carceri iraniane, dalle quali spesso non fanno ritorno.

 

Una metamorfosi iraniana - Coconino Press (2012)
Una metamorfosi iraniana
Mana Neyestani
Coconino Press
2012
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