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Santiago Gamboa
Colombia

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Lacrime nella pioggia


Il futuro è adesso

di Santiago Gamboa

Madrid, anno 2109. Tutti i paesi sono uniti in una federazione denominata Stati Uniti del Mondo, che convive con altri pianeti abitati dell’universo. La vita scorre relativamente bene per la solitaria detective Bruna Husky, una replicante nel senso del film Blade Runner (creata dalla tecnologia umana, con caratteristiche umane, per svolgere lavori che gli umani non possono o non vogliono fare), romantica, leggermente alcolizzata, che continua a ripetersi nella mente i giorni che le restano da vivere, perché i replicanti vengono costruiti venticinquenni e vivono fino ai 35, quando per loro arriva la morte o il Tumore Totale Tecno. Ma accade qualcosa: una replicante irrompe a casa sua e si suicida in modo abbastanza violento. Poco dopo si verifica un altro delitto nel metrò, e poi un terzo, e tutti hanno come denominatore comune il fatto di essere stati perpetrati da replicanti contro altri replicanti o “tecnoumani”, e anche il fatto che ne sono responsabili individui dipendenti da pastiglie di memoria o memo, la droga di moda che procura ricordi felici. A questo punto il romanzo si intreccia con un altro grande classico della fantascienza: Total recall, in cui i personaggi possono contare su memorie artificiali che permettono di incorporare esprienze che mai vissute.
Sono queste le fondamenta di Lacrime nella pioggia, di Rosa Montero, un inquietante romanzo futuribile che, tuttavia, ci parla del presente, delle contraddizioni sociali, di politica e di arte, della profonda solitudine urbana e dei momenti di benessere. E che è anche un romanzo noir. Un furibondo e ben raccontato romanzo noir che, come diceva Cortázar, afferra il lettore per il collo e non lo molla fino all’ultima pagina. Non riveleremo la trama, com’è di rigore, ma possiamo dire che utilizza il tema classico del “prodotto adulterato” che arriva in una comunità e la impazzire, e che un’investigatrice, in questo caso la fragile e a volte implacabile Bruna Husky, deve seguire delle tracce per capire di cosa si tratta e chi c’è dietro.
C’è chi pensa (lo scrittore Rodrigo Fresán, tra gli altri) che il vero tema della fantascienza sia la fine del mondo, ma ciò che Lacrime nella pioggia fa è creare un mondo, dalla A alla Z. Non le sfugge nessun aspetto: la legislazione, il mercato dell’arte, il cibo, i modi di rogardi, le amicizie e i rapporti amorosi, il turismo (il turismo umido), il denaro (gli straordinari gaias), la vita quotidiana, la politica, l’attività economica, la corruzione. Tutti i romanzi, è chiaro, creano il loro spazio vitale, ma qui Rosa Montero, via via che ci racconta la storia di Bruna e degli altri personaggi – alcuni con nomi letterari come Nabokov o Ovejero – costruisce a poco a poco la totalità di una città, un tessuto sociale e una messa in scena universale che è, davvero, impressionante e a tratti commovente. Per esempio, quando Montero ci racconta che bisogna pagare per l’aria pura, mette il dito sulla piaga della nostra società opulenta e perversa, quella odierna, che è anche stata il futuro di un’epoca passata e i cui risultati provengono da vecchi errori. Rosa Monero, militante di tutte le cause (così l’ha affettuosamente definita Mario Vargas Llosa, parlando del suo libro La pazza di casa), ci parla del presente anche quando crea una Repubblica Democratica del Cosmo (RDC), nemica degli Stati Uniti della Terra (SUT), una società utopica in cui tutti saranno uguali, ma sottoposti a censura ferrea e con presupposti come questo, che possiedono tutto il carico di disincanto di ogni utopia salvifica: «Il popolo non ha bisogno di sapere ciò che può essere manipolato e malinteso. Il nostro popolo non crede negli dèi. E non crede nella ricchezza: nella RDC, come sapete, non esistono né la proprietà privata né il denaro…».
Insomma: un bel romanzo pieno di pianeti lontani ed esseri sperduti che poco possono fare contro lo scorrere del tempo. «La vita è ingiusta, dice qualcuno a Bruna, è lo è, non c’è dubbio, ed è proprio questa bellezza malinconica a dare la temperatura del libro di Rosa Montero che, fra scene d’azione e lune e dialoghi trepidanti, ci parla soprattutto della fugacità e della fragilità della vita. Della poca vita che abbiamo e che libri come questo moltiplicano.

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Rosa Montero
Lacrime nella pioggia
Traduzione di Claudia Marseguerra
Salani, Milano 2012
Pagg. 480, € 18,00


 

Lacrime nella pioggia - Salani (2012)
Lacrime nella pioggia
Rosa Montero
Salani
2012
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