[A] Le recensioni di ClubDante

Sergio De Santis
Italia

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Conversazioni


 

Si può conversare di filosofia?

 

Conversazioni vuole essere un libro di divulgazione filosofica in forma di dialogo-intervista. A porre le domande è Anna Longo, vicecaporedattore cultura del Giornale Radio Rai, a rispondere è Nicla Vassallo, filosofa e docente di filosofia teoretica all’università di Genova. Una conversazione, dunque, nella grande tradizione del dialogo filosofico, a cominciare da quello socratico, con l’intento maieutico di aiutare il lettore a tirare fuori una verità intesa come conoscenza rispetto a se stessi e al proprio tempo. Una conoscenza articolata nelle forme proposizionale, competenziale e diretta. 

Nicla Vassallo sa bene che molti filosofi non credono alla possibilità di una divulgazione filosofica, soprattutto in un mondo complesso e mimetico come quello di oggi, e infatti afferma che “un buon filosofo non ha scelta, deve trasformarsi in uno specialista”, tuttavia è convinta che un filosofo che non prenda posizione non sia un filosofo. E di posizioni, incalzata dalle domande di Anna Longo, ne prende molte su svariati argomenti, dall’attuale ruolo della filosofia al significato della conoscenza, alla politica, alla scuola, alle ideologie, al rapporto tra spiritualità e religione, a quello tra verità e menzogna, alla sessualità, al pop-populismo, compreso quello di matrice berlusconiana. Molti temi, forse troppi. In realtà le domande a volte divaganti della Longo sembrano dettate dall’idea di Poe alla base de La lettera rubata, e cioè che la verità, o, se si preferisce, la profondità si nasconde in superficie.

 Vassallo e Longo, ben consapevoli che è molto più facile filosofeggiare che fare buona filosofia, sanno di camminare su un terreno minato. Una delle mine potrebbe essere un generico populismo, o una tentazione da Pop Philosophy, che si vuole occupare di “tutto” imputando alla filosofia accademica di occuparsi di “poco”. La Vassallo, però, è categorica nei confronti di qualsiasi forma populistico-demagogica: “Occorre opporci con costanza a ogni pop-populismo che si spacci per filosofia, teologia, scienza o altro”. Da filosofa e studiosa rigorosa, pur accettando le insidie insite in un testo divulgativo, cerca di fare buona filosofia in contrapposizione con quella che oggi appare una paradossale forma di afasia comunicativa generata da un eccesso di informazione, spesso di disinformazione. Per il filosofo scettico Pirrone di Elide, afasia non era astensione dalla parola, ma rinuncia ad affermare o negare alcunché sulla natura delle cose per evitare il turbamento che ne potrebbe conseguire. La Vassallo, invece, sembra ispirarsi alla svolta linguistica di Wittgenstein, secondo la quale abbiamo pensiero e linguaggio non in quanto individui isolati, ma membri di una comunità di parlanti, dal momento che è soltanto nell’intersoggettività che si dà il linguaggio e nell’intersoggettività che si dà il pensiero. E oggi c’è un gran bisogno di pensiero perché, come sosteneva già molti decenni fa Erich Fromm, il rischio per l’uomo non è più quello di diventare uno schiavo, ma un passivo robot. Forse la filosofia non può evitare che ciò accada, o meglio, continui ad accadere, ma certamente ha il diritto e il dovere di provarci anche attraverso la divulgazione.

La Vassallo, dunque, pur riconoscendo l’esistenza di una dimensione specialistico-accademica della filosofia e condividendo alcune perplessità dei suoi colleghi anglosassoni sulla validità della divulgazione filosofica, nelle Conversazioni rinuncia a quello che definisce un “egoismo epistemico”, ovvero alla tentazione di non trasmettere ad altri le proprie conoscenze. D’altra parte gli esempi di filosofia divulgativa sono innumerevoli. Basti pensare a La storia della filosofia occidentale di Bertrand Russell, lavoro tutt’altro che accademico scritto dal filoso inglese mentre il mondo era in preda ad una delle sue più odiose malattie, una guerra atroce e folle, la Seconda Guerra Mondiale, quasi a ribadire il valore, se non salvifico, almeno terapeutico della filosofia.

Vassallo e Longo nelle loro Conversazioni sembrano seguire un “non metodo” alla Feyerabend, rischiando una navigazione in un oceano di interazioni filosofiche, civili e cultuali che si presentano e ripresentano proprio come le onde di un oceano del quale è impossibile individuare un centro, un inizio e una fine. Tuttavia dall’oceano cinque isole emergono con chiarezza, quelle delle sezioni: FilosofareConoscereTestimoniare - Donne, uomini, stereotipi - Sessualità. Le prime tre tengono bene la rotta, nelle ultime due la passione civile delle autrici su tematiche quali il femminismo, l’omosessualità e gli stereotipi rischia di sottrarre forza alle molte suggestioni, fino a incrinare quell’equilibrio tra rigore argomentativo ed espressione linguistica che invece è ben solido nella prima parte del testo. Forse sarebbe stato meglio tener presente quanto sosteneva Aristotele nell’Etica Nicomachea, e cioè che il filosofo vive nella propria città come uno straniero, osservandola ma sentendo di non appartenere ad essa, riuscendo così ad avere uno sguardo sempre nitido. In ogni caso questo limite del testo nasce dalla sua natura di appassionata divulgazione, e comunque il libro, anche se sceglie di non supportarsi con un solido impianto di citazioni, ne evoca molte (ad esempio nelle ultime due sezioni il Foucault della microfisica e del potere), e questo per Adorno era segno distintivo di un testo ben congegnato. Del resto la filosofia in queste Conversazioni ha un ruolo ben preciso: il più vero, quello critico gnoseologico. E forse non è questo il vero senso della filosofia? Almeno di quella buona?

Secondo Karl Popper esistono i filosofi oracolari, che elaborano strabilianti sistemi filosofici più o meno validi, e i filosofi sentinella, quelli che ci avvertono quando le cose vanno davvero male dentro e fuori di noi, e ci invitano a fermarci, a riflettere, a riappropriarci di noi stessi, del nostro essere in quanto umani. E stavolta per far questo il filosofo sentinella, rischiando di persona, insieme a un valido interlocutore sceglie di essere anche testimone, facendo divulgazione con grande onestà intellettuale e fino in fondo.

 

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Conversazioni - Mimesis (2012)
Conversazioni
Nicla Vassallo, Anna Longo
Mimesis
2012
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