[A] Le recensioni di ClubDante

Giovanni Dozzini
Italia

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I figli dei giorni


 

L’altra storia di Galeano

 

Una storia per ogni giorno, un’enorme storia lunga poche righe, una volta al giorno. I figli dei giorni è un libro che Eduardo Galeano ha scritto condensando saperi. Non il calendario o l’almanacco che apparirebbe, piuttosto una sorta di bestiario umano: l’umanità scorticata dall’ingiustizia e dalla stupidità, e quella baciata o salvata dalla grazia, uomini potenti e miserevoli, uomini terribili e uomini santi, incompiuti e debordanti da sé. Le donne, poi, che forse sono ancora più degli uomini, le donne che – sembrerebbe voler suggerire l’autore uruguaiano – degli uomini hanno sempre e comunque avuto e sempre e comunque avranno qualcosa in più.
È il solito Galeano che racconta sciogliendo, e non intrecciando. La sua scrittura è minuta, come un ricamo, ma ha radici saldissime. La maggior parte degli scrittori non troverebbe trecentosessantacinque cose da dire in tutta una carriera, e invece lui è in grado di stiparle tutte in un solo libro, di mettere in fila episodi tratti dalla vita reale o da quelle immaginate da qualche ingegno del passato, e idee antiche e nuove, e sentimenti senza tempo. Certe volte il riferimento è proprio il giorno, la data, presa come punto di partenza per un viaggio che va a ritroso e si ferma nel momento in cui qualcuno nacque, o morì, o scoprì o distrusse qualcosa. Molto più spesso Galeano si concede la libertà di arrivare laddove gli occorre arrivare, supponendo o presupponendo, con o senza pretesti, in linea retta o svariando. E alcune pagine sono autentiche gemme. Come sempre si tratta di riletture e contro-letture della storia, di punti di vista ribaltanti o, semplicemente, svelati. L’ode alla Siviglia perduta di Boabdil, l’ultimo sovrano musulmano di Spagna, è da brividi, il calcolo sulla circonferenza terrestre di Eratostene, 234 anni prima di Cristo, sconvolgente, le leggende e le riscosse degli sconfitti vengono dissepolte dall’oblio ordito dai vincitori, le ferite inferte alla Madre Terra piante senza consolazione. Più di ogni altra cosa, forse, c’è proprio questo: il tradimento della natura e del suo equilibrio, da parte dell’uomo, in ogni epoca e in ogni dove. Eduardo Galeano sa dove raccogliere i suoi frammenti, e sa come farne germogliare parole. I figli dei giorni è un libro pregiato. 

 

Traduzione di Marcella Trambaioli

 

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/138284/i_figli_dei_giorni_laltra_storia_di_galeano

 

I figli dei giorni - Sperling & Kupfer (2012)
I figli dei giorni
Eduardo Galeano
Sperling & Kupfer
2012
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