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Chiara Mezzalama
Italia

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Tutti tranne Giulia


 

“Tutti tranne Giulia” di Michela Tilli

di chiara mezzalama

 

 

 

Ho letto il libro di Michela Tilli sul Kindle, senza quindi potermi godere fino in fondo la copertina che illustra con un’unica, efficace immagine il tema del suo nuovo romanzo: una panchina innevata, in mezzo ad uno spazio bianco, quasi sospesa per aria, racconta di un’assenza. In effetti Giulia, la protagonista del suo nuovo romanzo “Tutti tranne Giulia”, si è suicidata, e la trama del libro si snoda (o si annoda?) attraverso l’interrogativo che passa come una staffetta da un personaggio all’altro sul perché lo abbia fatto. Ma non è questo che importa. L’autrice infatti lascia in sospeso la risposta e lavora sull’effetto che il gesto di Giulia, una donna che è madre, figlia, moglie, amica e paziente, produce su coloro che sono stati legati a lei durante la sua vita. L’immagine della copertina suggerisce che lei è lì, come un fantasma, e guarda dall’alto noi poveri esseri umani rimasti sulla terra con il peso di domande troppo grandi per trovare una risposta.

Così Michela Tilli mette a nudo i suoi personaggi, e ci riesce molto bene, a cominciare dallo psicoterapeuta di Giulia, il dottor Da Col, che apre il racconto con uno straziante quesito: avrei potuto fare qualcosa per evitarlo? Il dottor Da Col si interroga, si strugge, ripensa al suo percorso con questa donna e alla fine scopre di avere paura. Il gesto di Giulia lo ha spiazzato, rimettendo in questione il suo ruolo di terapeuta e rendendolo debole e vigliacco. Il dottore si chiede se deve andare alla polizia a testimoniare, e non trova il coraggio di raccontare l’accaduto al suo supervisore. Ecco, è questo il meccanismo che Tilli usa per raccontare i suoi personaggi; scava nelle emozioni di secondo grado, nelle nostre bassezze, in ciò che non vorremmo essere e che invece siamo: umani, dunque fragili, piccoli e soli.

Ognuno dei personaggi si trova a dover fare i conti con questo: il marito di Giulia che perde di vista i figli e accetta di lasciarsi amare dalla migliore amica di lei. La madre di Giulia, Teresa, che si rinchiude nel suo fortino di dolore e formalità. Alice, la figlia di Giulia, che cercherà di darsi una nuova identità attraverso le poesie lasciate dalla madre. Luca, il figlio di Giulia, che userà Vincenzo, un libraio amico omosessuale, per fare i conti con la propria identità di genere. Il maresciallo che per difesa personale (suo figlio si è tolto la vita) non vuole arrendersi all’idea del suicidio e cerca gli indizi dell’omicidio.

Questo lavoro di scavo nelle emozioni negative e nei pensieri dolorosi tra i quali si dibattono i personaggi, avviene attraverso una scrittura precisa ed efficace che si organizza intorno a delle immagini che restano impresse. Cito ad esempio un pensiero di Giovanni, il marito di Giulia: “Non c’era una sola cosa che fosse sotto il suo controllo da quando Giulia se n’era andata: sembrava che si fosse sciolto un nodo che teneva unita la famiglia e che tutto stesse scivolando fuori, come se lei fosse la rete che li teneva insieme, la pelle che conteneva le loro vite.”

L’assenza di Giulia è una fortissima presenza. A noi lettori resta il dubbio se il suo gesto sia stato un atto di lucidità e coraggio o al contrario un sottrarsi, lasciando agli altri il compito difficile di cavarsela da soli. E tuttavia il misurarsi con questa esperienza, che mette sottosopra ogni certezza, sembra diventare per tutti i personaggi un’occasione di crescita.

 

 

 

Tutti tranne Giulia - Fernandel (2012)
Tutti tranne Giulia
Michela Tilli
Fernandel
2012
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