[A] Le recensioni di ClubDante

Alberto Manguel
Argentina

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Ultimo incontro a Dresda


Lezioni di geografia

 

Racconta Northrop Frye che un viaggiatore nel Nord del Canada, disorientato dalla vastità dell’Artico, si volta verso la sua guida inuit ed esclama: «Ci siamo persi!». La guida, sorpresa, gli risponde: «Persi? Non ci siamo persi: siamo qua». A questo sentimento di domestica ubiquità, Edgardo Cozarinsky contrappone la nozione contraria. Un ragazzo ebreo decide di lasciare il suo misero villaggio in Galizia o in Bessarabia, e sua madre piange sconsolata: «Figlio mio, perché te ne vai così lontano?». «Lontano?», dice il figlio, «lontano da dove?».

Entrambe le geografie, l’onnipresente e l’impalpabile, coincidono senza contraddirsi, come sempre nelle sue opere, in questo romanzo dell’argentino Edgardo Cozarinsky, il cui titolo originale è appunto Lejos de dónde, “Lontano da dove”: da una parte, il mondo in cui siamo sempre, in cui non importa dove ci troviamo, dall’altra, il mondo da cui siamo sempre assenti, quello che non può essere abitato in maniera cosciente perché è stato relegato dalle autorità ai margini della storia. Per Cozarinsky, il mondo contemporaneo è un mondo di transito costante, di misteriose mete che sono il nostro inafferrabile qui, e di anonimi punti di partenza che sono il nostro miserabile dove. Navighiamo tra i due, cambiando propositi e identità, soltanto per sopravvivere.

Una donna che lavora in un campo di concentramento nazista sfugge alle truppe russe attraverso l’inverno della fine della guerra, portando con sé un passaporto ebreo rubato a una morta. Tre anni dopo, con l’aiuto di dubbi amici, arriva a Buenos Aires dove, con un nome fittizio, inizia una nuova vita. In Europa si è vista costretta ad abbandonare sua figlia; a Buenos Aires, dopo un confuso stupro, nasce suo figlio. Passo dopo passo, la falsa vita della donna si trasforma in quella vera, una vita che non riesce a convincerla del tutto. È senza dubbio la persona che i suoi vicini e conoscenti dicono che sia, ma è anche l’altra, complice di un’abominevole colpa storica, ed è anche l’ombra di quella morta sconosciuta il cui passaporto giace in fondo a un cassetto della sua stanza in affitto. Ed è, alla fine, dopo la sua morte (una morte accidentale, stupida), la donna che suo figlio crede di scoprire, decenni dopo, in Europa, in paesi che, come sua madre, hanno avuto un’identità e poi un’altra, e poi diverse altre, fino al punto che adesso nessuno può dire dove sia il loro qui.

Cozarinsky è uno degli autori fondamentali della letteratura attuale in castigliano, discepolo di Bioy Casares e dei grandi autori della fine dell’impero austroungarico, come Joseph Roth. Il suo tema fondamentale è la storia, la storia che narra l’immaginazione dei fatti, quella storia che, come ci ricorda il Chisciotte di Pierre Menard, è madre della verità, emula del tempo, deposito delle azioni, testimone del passato, esempio e avviso del presente, avvertenza sull’avvenire. In un mondo come il nostro, abbiamo bisogno di opere di finzione come quelle di Cozarinsky per ricordarci dove siamo e chi siamo.

 

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traduzione di Silvia Sichel

Ultimo incontro a Dresda - Guanda ()
Ultimo incontro a Dresda
Edgardo Cozarinsky
Guanda
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