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Marco Ferrari
Italia

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La spia


I misteri di Ezra Pound

 

È sempre un azzardo avvicinarsi o accostarsi a Ezra Pound, poeta, saggista e traduttore statunitense che ha passato gran parte della vita in Italia. Justo Navarro, traduttore e scrittore spagnolo, lo fa con un piglio d’indagine letteraria più che storica. E quasi personale. Si trova cioè a ripercorrere il palcoscenico calcato da Pound nei giorni successivi al 25 aprile 1945. Navarro, infatti, va a Pisa, visita Metato dove il poeta era stato ospitato, unico civile, nel Disciplinary Trainer Center, dove riempì i taccuini con i versi dei Pisan Cantos, appoggiato a una cassetta di frutta. Poi va a Ferrara a trovare un amico scrittore italiano e lì incontra un carabiniere in pensione che aveva seguito Pound nel 1942 e ’43.

Così, sulla scorta di questi sopralluoghi, il libro La spia parte dall’arresto del poeta americano avvenuto il 3 maggio 1945 a Sant’Ambrogio, Rapallo, Liguria, e si snoda nella ricostruzione, a volte storica a volte fantasiosa, molto dettagliata e sentita, di quanto avvenne a Pound fino al 1949.

Cittadino americano, senza rinunciare mai al suo status, Pound aveva vissuto negli Stati Uniti sino al 1908, a Londra sino al 1920, a Parigi sino al ’24 e quindi se ne era andato a Rapallo con la moglie Dorothy. Anche la sua giovane amante, la violinista Olga Rudge, dalla quale aveva avuto una figlia, lo aveva seguito in Riviera, piazzandosi proprio a Sant’Ambrogio. Pound aveva cominciato a lavorare a Radio Roma nell’estate del ’40 con la sua trasmissione Europe calling, Ezra Pound speaking, emulo di Lord Haw-Haw che invece lanciava sermoni da Radio Berlino. Lì fece propaganda fascista destinata ad ascoltatori anglofoni, ma i suoi discorsi erano frasi fatte, invettive contro Roosevelt, il “complotto giudaico”, le grandi banche. E non ottenne nulla in cambio del suo sostegno a Mussolini, che vide una sola volta, mentre il suo disinteresse destò sospetti fra amici e avversari.

Il racconto di Navarro esaspera gli interrogativi su quell’intellettuale irregolare, fuori dagli schemi, volutamente contro, incline a destare sospetti e alimentare equivoci.

Pur essendo Pound un tifoso dichiarato di Mussolini, i dirigenti del Minculpop non capirono i suoi discorsi radiofonici, sottoposti a esami crittografici da parte dei servizi segreti, in cui mischiava saggezza cinese ed etnografia tedesca, poeti d’avanguardia e gangster di ogni tipo. I funzionari fascisti li giudicavano semplicemente demenziali o inintellegibili. Venne anche considerata la possibilità che Pound fosse un provocatore o addirittura una spia da doppio gioco che trasmetteva via radio informazioni e istruzioni al nemico. L’Ovra lo aveva anche scovato a frequentare antifascisti: gli aveva messo un uomo alle calcagna e aveva piazzato quattro microfoni nella casa del suo amico Chilanti.

La sua adesione al fascismo fu passionale, ma anche grottesca. Nello stesso tempo la sua poetica fu moderna, destrutturando il verso e lanciando uno stile che arrivò sino alla Beat Generation.

Quando lo arrestarono, nel ’45, fu condotto a Washington dove subì un processo. Al termine fu dichiarato pazzo e internato in un manicomio criminale dove rimase sino al 1957 quando, grazie ad altri intellettuali tra cui Hemingway, fu liberato e lasciato partire per l’Italia dove morì nel 1972. In quel periodo fu riabilitato anche da intellettuali non di destra come Pasolini, Scheiwiller e Raboni.
Il racconto di Navarro esaspera il mistero di un intellettuale a dir poco contraddittorio. Ne
La spia Navarro mette insieme verità e finzione, realtà e ipotesi, sulle tracce di una personalità ambigua, difficile da classificare, fuori da ogni logica, se non alterata perlomeno incomprensibile. Forse lui stesso non capiva di essere un alfiere di quella che sarebbe diventata la destra estrema. Forse. Perché il libro non risolve nessuna delle incognite che, ancora oggi, impediscono un giudizio definitivo su Ezra Weston Loomis Pound, ma ne fanno un personaggio tuttora misterioso e affascinante.

 

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Traduzione di Francesca Lazzarato

 

La spia - Voland ()
La spia
Justo Navarro
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