[A] Le recensioni di ClubDante

Stefania Nardini
Italia

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Suk Ovest. Una storia criminale


Narratori della Garbatella


 

Roma ha un dialetto. E anche un’anima sfregiata da predatori senza sogni e senza storia. Roma è un modo di dire, una traccia lasciata da un passato segnato da piccole e grandi gesta dei nostri padri. Roma va raccontata com’è. Sguaiata e innocente, delicata e austera, ammiccante e complice. Massimiliano Smeriglio sta portando avanti un’operazione di ricucitura alla quale noi romani, e non solo, dovremmo essere grati. Racconta un quartiere, un vero quartiere, non di quelli piccolo-borghesi con i giardini deserti perché far giocare i bambini non fa chic. Lui racconta la Garbatella, ginocchia sbucciate, sgarri e vita agra. Ma anche felicità. La felicità dell’amicizia, che al contrario diviene dolore di una perdita, il senso di appartenenza. Roma, un quartiere, quello delle villette di Piacentini, della sezione dell’antico Pci, delle sedi ammantate di sputi e cicche dei gruppi dell’estrema sinistra. Un cocktail che porta all’oggi. Attraverso un personaggio, Valerio Natali, coatto romantico, intelligente e tosto.

Protagonista di Garbatella combat zone (edizioni Voland), ora lo ritroviamo in Suk Ovest, sempre con lo stesso caratteraccio, e col desiderio di farsi giustizia. Tra i lotti del quartiere accade un fatto che sconvolge Valerio appena rientrato dal Messico: hanno ammazzato “er Gatto”, suo compagno di infanzia, bollato da chiacchiere e inciuci, rapinatore professionista. Beveva alla fontanella della Carlotta, il “Gatto”. L’acqua fresca di Roma è l’ultima immagine che si è portato nella tomba.

Si indaga. Ma senza impegno. In fondo chi se ne fotte di un balordo come era lui? Roba di sgarri nel solito giro! Valerio cerca la sua vendetta. Ha deciso di stanare il colpevole. E lo trova in quella Roma dove la malavita ha le scarpe di Gucci e l’appartamento nella zona perbene. Una malavita che ha un legame con quel passato che ha segnato le pagine più dolorose della storia cittadina, tra nuovi potenti  e politicanti dell’ultima ora. E mentre la narrazione trascina il lettore sull’oggi, Smeriglio gli rinfresca la memoria con un salto all’indietro. Un monaco al servizio dei nazisti, le Fosse Ardeatine, i nascondigli degli ebrei e lui, il nonno di Valerio, partigiano, che al nipote, più che le favole, ha sempre raccontato quello che accadde in quegli anni lì.

Smeriglio è il nuovo scrittore di Roma. Ce la sa ben raccontare e rivivere, la fa scoprire anche a chi ci vive dovendone sopportare la rassegnazione. «Tu vai a cercà Maria pe’ Roma!», si legge in una delle pagine del romanzo. E chi ha amato questa città prova un’emozione forte per quel modo di dire popolare che era nella parlata di una nonna. L’autore però non riabilita affatto la città di questo nuovo millennio, mostrandocela, anzi, attraverso quell’umanità disperata che vive ai margini, lontana e invisibile, attraverso il volto innocente di Ramona, rumena di seconda generazione che fa la escort perché di meglio non può chiedere.

Una storia in cui si avverte un appello al recupero dell’identità. Che non è certo l’effimera passeggiata al centro commerciale, piuttosto un mural o la panchina di un giardinetto. Della Garbatella, però, dove i ragazzini giocano, gridano, e fanno pure a botte. Vivono.

 

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Suk Ovest. Una storia criminale - Fazi ()
Suk Ovest. Una storia criminale
Massimiliano Smeriglio
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