[A] Le recensioni di ClubDante

Laura Bosio
Italia

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Invito a un assassinio


Primo indizio. Una citazione, in apertura di romanzo, da Agatha Christie e dal suo Sparkling Cyanide (Cianuro frizzante), dove la bella protagonista muore dopo un brindisi durante una cena di gala. Morte accidentale o suicidio? Qualcuno poteva desiderare la sua morte? Tutti i presenti avevano un buon motivo… Secondo indizio. La sorella di Olivia – la altrettanto bella primadonna di Invito a un assassinio, decisa a uscire di scena in una crociera sul Mediterraneo con otto persone diversamente pronte a ucciderla – si chiama Ágata, e guarda caso comincia subito a indagare. Anche lei è tra i sospettati? Sì, certo, e il risultato delle sue indagini finisce tra gli “appunti per un eventuale romanzo”. Ma quale personaggio dell’elenco, nella fatale sceneggiatura architettata da Olivia, compirà il gesto? Pedro Fuguet, il medico che l’ha amata ed è stato tradito, ma l’ha aiutata nelle pratiche di adozione di un figlio che Olivia voleva a tutti i costi, per poi stufarsi presto di fare la madre? O Cristobalina, alla cui amata ragazza, messa al mondo con il prescelto tra i clienti della strada fruttuosamente battuta per anni, Olivia ha rubato il fidanzato? O la stessa Ágata, sorella minore con inesorabili chili in più, topo di biblioteca e zitella, mentre la spumeggiante Olivia passava di marito in marito? Ma adesso l’ultimo, il quinto, se ne è andato con una donna più giovane, lei si è ritrovata sola e squattrinata, e allora… «Chi ha detto che quella dell’assassinio è una delle belle arti? Nel suo caso lo sarebbe stata. Ne era certa».

Gli indizi sono molti, come i dettagli, i capovolgimenti, i personaggi, debitamente ambigui e svianti. Carmen Posadas – autrice di libri tradotti in ventuno lingue e pubblicati in più di quaranta paesi, tra cui, in Italia, Piccole infamie, intelligente romanzo sul caso, su come influisce nella vita delle persone – si diverte insieme ai lettori. Imbroglia le carte con eleganza, nella migliore tradizione del giallo, Conan Doyle, Daphne du Maurier, Hitchcock, ma sperimenta dall’interno, con abile dissimulazione. E ritrae con feroce leggerezza la nostra società cinica e spaesata. Registra lo sciocchezzaio, il grottesco, le ossessioni che si insinuano come brividi, la realtà truccata, l’inganno che a volte ci fa intravedere, come in un gioco di prestigio, qualche brandello di verità. «“La Provvidenza ha un senso dell’umorismo bizzarro”, Oli amava ripetere questa frase» scrive Ágata nei suoi appunti, «e temo che ancora una volta avesse avuto ragione». Ah, dimenticavo la citazione che apre la seconda parte, da Dieci piccoli indiani: «Nel silenzio si udì una voce… inattesa, soprannaturale… “Signore e signori. Silenzio, per favore”… Chi aveva parlato? La voce riprese, alta e chiara: “Vi accuso dei seguenti crimini”».

 

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Traduzione di Maria Barbara Piccioli

 

Invito a un assassinio - Marco Tropea Editore (2012)
Invito a un assassinio
Carmen Posadas
Marco Tropea Editore
2012
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