[A] Le recensioni di ClubDante

Iaia Caputo
Italia

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Cinquanta sfumature di grigio


 

La furbizia dell’Harmony versione pornosoft

 

Primo, secondo e terzo posto sul podio. Come le meravigliose schermitrici italiane che hanno vinto tutto il vincibile nel primo giorno delle Olimpiadi di Londra, così la trilogia Le cinquanta sfumature (Fifty Shades in originale) di Grigio, Nero e Rosso, dell’inglese E.L. James, è in vetta alla classifica italiana dei libri più venduti, e c’è da immaginare che vi resterà, solitaria e indisturbata, almeno fino a settembre. Si potrebbe parlare di un successo annunciato, naturalmente, dal momento che la Mondadori, come tutte le altre case editrici che si sono aggiudicate la pubblicazione della saga, dopo aver pagato fior di quattrini per ottenerla (c’è chi parla di un milione di euro e chi dice di più), non poteva certo lesinare sulla potenza  di fuoco del marketing. Tuttavia, pare che le Cinquanta sfumature moltiplicate per tre piacciano davvero tanto al pubblico di signore e signorine a cui esclusivamente si rivolgono. Resta allora da capire perché queste mille e passa pagine di un polpettone che non ha niente da invidiare a Carolina Invernizio (autorevoli commentatrici hanno scomodato Jane Austen, ma la sottoscritta ha qualche modesto dubbio in proposito), abbiano trovato truppe di lettrici entusiaste pronte all’assalto.

A quel che si sa, la signora James, che nelle fotografie appare come una placida e rassicurante signora british, con una carriera di tutto rispetto nella televisione inglese, qualche anno fa mise in rete un romanzo intitolato Master of Universe, vero e proprio calco della fortunata saga dei vampiri di Stephenie Meyer. I protagonisti, come richiede il canone del rosa dai tempi di Delly e Liala, e poi con Cartland, Collins e gli Harmony tutti, sono una ragazza bella, ingenua, ovviamente vergine, e quasi povera; e un bell’esemplare di maschio, ricchissimo, fighissimo, a modo suo «impossibile». Non perché sia sposato e neppure un bevitore occasionale di sangue umano, in questo caso il «lato oscuro» del personaggio maschile è una nevrosi. Ed è il primo colpo di genio della James: contemporaneizzare l’elemento principe del genere. Dunque, il «lui» delle Sfumature è un uomo per ovvie ragioni ambitissimo ma anche, per la nostra eroina, «da salvare»: un trauma originario, una ferita che solo l’amore potrebbe guarire, forse, lo rendono inaccessibile: ha una vera e propria mania del controllo, non può essere toccato e fino all’incontro fatidico non era mai riuscito ad amare una donna. Potreste obiettare che fin qui è tutto già visto e già letto in centinaia di best-seller o aspiranti tali da un paio di centinaia d’anni a questa parte. Tanto che nel primo volume del Grigio, non più abituate alle inesorabili lentezze delle sorelle Brontë, si rischia di addormentarsi sulle prime cento pagine dedicate all’incontro tra Anastasia Steele, l’ingenua studentessa americana di 21 anni destinata a incontrare il fascinoso Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, perché costretta a sostituire all’ultimo momento la compagna di stanza influenzata che è riuscita a ottenere un’intervista per il giornale universitario dal bel tenebroso di Seattle. Ne segue il prevedibile colpo di fulmine tra i due, lo sfinente sturm und drang di lei che vorrebbe rivederlo a tutti i costi ma pure dimenticarlo, e la liberatoria ricomparsa di lui, che la vuole, sì, ma alle sue condizioni.

Ecco, è nelle «condizioni» che sta il quid di questo successo planetario, e il tocco magico di Mrs James. Perché al «rosa», francamente da tarda epigona, aggiunge l’immancabile ingrediente del sesso, declinato però al porno-soft. Risultato: una saga pornoromantica come non si era ancora mai vista, con tanto di frustini, mascherine, manette e strizza capezzoli, dal momento che il navigato Grey (e traumatizzato, non scordatevelo) è un cultore del bondage e un dominante, e l’innocente Anastasia una vergine (destinata a essere la sottomessa), la quale scopre che la pratica porcacciona le piace assai. Sia pure, ed è anche questo è un tocco di furbizia per accaparrarsi la bella fetta di lettrici emancipate in circolazione, con diversi e precisi limiti.

Insomma, la pornografia è assicurata in tutti e tre i volumi, e anche in questo caso il canone è rispettato, nel bene e nel male, così alla dodicesima performance nella red room, dove Christian e Anastasia si dedicano alle loro prodezze, ci si può anche stufare, perché anche il sesso più estremo è pura ripetizione. Ma appena incombe il colpo di sonno, o in alternativa il vago timore di ritrovarsi in una parodia di Sade, con Anastasia nei panni della prevedibile Justine, ecco che la trama ha un altro guizzo di robusta contemporaneità. E allora Grey diviene sempre più un uomo consapevole dei suoi «gusti», ma anche rispettoso dei divieti di lei e disposto a innamorarsi perdutamente, mentre Anastasia, che pure è l’eterno femminino anelante di convolare a nozze e di redimerlo (fino a un certo punto, però), è allo stesso tempo una donna capace di dire dei no, di scegliere e di intraprendere una brillante carriera editoriale. Inutile dire che la storia continua veleggiando sicura, tranne qualche piccolo o grande intoppo da copione, tra aerei privati, ristoranti di lusso e dono di interi guardaroba firmati, verso il lietissimo fine. Scontato aggiungere che ognuno degli ingredienti utilizzati da Mrs James per fare delle Cinquanta sfumature una macchina da soldi corrisponde a un canone, e che ognuno di essi ha una lunga tradizione, e i suoi topoi più e più volte utilizzati nella lunga storia delle diverse narrative. Eppure, così combinati, dosati e cucinati, rendono la trilogia un «prodotto» del tutto nuovo, ed evidentemente godibilissimo, del mass-market editoriale. Pare che molte signore lo leggano in ogni momento libero, da vere e proprie addict, e poiché le donne hanno notoriamente grande immaginazione, stratagemma di vecchissima data, che risale ai tempi del nostro apartheid, quando il mondo ci era precluso e potevamo solo fantasticarlo, c’è chi racconta che più di un partner, pur molto meno irresistibile di Mr Gray, abbia beneficiato dei titillamenti porno romantici dei tre roridi rosa in salsa piccante.

Solo una preoccupazione: che i benefici profitti realizzati dagli editori sfiniti dalla crisi con questo sorprendente best-seller non li conduca sulla strada intrapresa tre decenni fa dalla televisione diventata commerciale. E che dunque Le cinquanta sfumature non divengano l’unica misura e l’esclusivo target con cui valutare la pubblicabilità di un libro. Perché in origine, anche Striscia la notizia vantava un tocco di genialità innovativa, poi, sappiamo com’è finita. Con le Velone.

 

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Cinquanta sfumature di grigio - Mondadori (2012)
Cinquanta sfumature di grigio
E. L. James
Mondadori
2012
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