[A] Le recensioni di ClubDante

Franco Pezzini
Italia

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Mala suerte


 

La capoeira continua

 

 

Terza avventura per Elisa Guerra, detta La Guerrera, laureanda in criminologia e “lottatrice per definizione, capoerista vincitrice degli ultimi campionati ma, dentro, sconfitta per definizione”, scatenata danzatrice di salsa, e dotata di una vita sessuale (e gastrica, tra rum e patatine) almeno inquieta: e il gioco si fa più teso, si vela d’ombre. Come i precedenti romanzi della saga – ¡Tú la pagarás!, 2010 e Fuego, 2011, entrambi per Elliot – Mala Suerte non costituisce soltanto un riuscito poliziesco, spalancato a splendori e miserie di una Bologna multietnica, con omicidi, balordi, vendette, rivalità all’interno delle comunità latinoamericane e sulle piste da ballo, dove suoni antichi e moderni arrangiamenti ritmano fatiche e gioie del vivere; un poliziesco in cui ironia e profondità di riflessione, attenzione sociale, avventure sono giocate con una scioltezza che incanta e grande coinvolgimento del lettore. Se ciò attiene al genere di narrazione, ciò che la caratterizza è altro: cioè una prosa scintillante e piena di colori, caleidoscopica, che scorre in un continuo tripudio d’immagini ibridando mondi ed emozioni, dialogando meticcia con Dante (per la Guerrera sostituto paterno e ispiratore quotidiano di saggezza) e le band afroamericane; una prosa piena di musica.

Laddove nel precedente Fuego il filo conduttore erano appunto i miti sul fuoco, in Mala Suerte la svolta improvvisa e galeotta nella vita sentimentale della protagonista, al termine della prima sezione Mi gente, ne apre una seconda – Mi música– che legge in filigrana agli eventi un’intera rassegna di ritmi latini (bachata, hip hop cubano, merengue, salsa, reggaeton…), raccontati in testa ai capitoli nel loro carico di storia e significato. Al di là dei singoli personaggi – la protagonista, l’incredibile e tenerissima amica Catalina, l’ispettore Basilica con l’ormai deflagrata crisi coniugale, singole figure del mondo della danza e della mala – Oliva riesce a evocare con affascinata attenzione ma senza ingenui (o ambigui) buonismi le epopee di intere comunità, dalle antiche fatiche di schiavi all’odierno mondo globalizzato, e i loro continui scambi e contaminazioni.

Quel che stavolta cambia, come accennato, è il sapore generale dell’avventura. Tra lavoro (mancante o ostacolato), sentimenti e delitti, Mala Suerte vede la Guerrera e Catalina dibattere e fronteggiare il tema appunto della (s)fortuna o piuttosto la categoria della crisi con le sue possibili, diverse letture. I colori dunque virano a tratti verso tonalità più livide, quando lacerazioni o allontanamenti irrompono: ma anche stavolta, risolto il caso, la storia della vita resta aperta. E la capoeira continua.

 

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Mala suerte - Elliot (2012)
Mala suerte
Marilù Oliva
Elliot
2012
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