[A] Le recensioni di ClubDante

Franco Pezzini
Italia

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La cabala


Chiamatemi Samuele

“Operano con incredibile astuzia, lascia che te lo dica, e dispongono di risorse eccezionali in quanto a ricchezza e tenacia. Sto citando Madame Agoropoulos, che ne ha una sorta di paura isterica e li ritiene soprannaturali”. E forse sfuggono davvero alle leggi della natura, i membri della “Cabala” – da intendersi come conventicola esclusiva, anzi la più esclusiva della buona società romana – che il giovane americano Samuele viene a conoscere all’arrivo nell’Urbe a inizio anni Venti, suscitando inattesi entusiasmi. Nel primo romanzo del grande Thornton Wilder, appunto The Cabala, 1926, ispiratogli dal soggiorno a Roma di poco precedente, e ora riproposto in Italia da Tre Editori – c’è tutto il piacere dell’affabulazione, del gioco elegante di mezzitoni nell’evocare personaggi e opinioni, del narrare sornione che incalzando i meandri di un ambiente si concede tutto il tempo del mondo: tanto più di quel piccolo mondo che appunto col tempo ha un rapporto molto particolare. A collegare i membri della cerchia sono infatti rapporti e riti sfuggenti ma consolidatissimi, l’appassionata attenzione per tutto ciò che è passato – non a caso l’amico Blair li avvicina a certe specie animali arcaiche sopravvissute in regioni isolate – e l’uso sotterraneo di un potere ancora significativo, benché ormai appannato in qualche decadenza.
Approdato in Italia per un soggiorno di studio, lo straniero avrà ampio materiale su cui riflettere. Apprezzato all’inizio per il suo esotismo, trascinato tra cene e soggiorni da un palazzo all’altro e nei più strani orari, Samuele diviene presto confidente dei diversi membri della Cabala, depositario di preoccupazioni e destinatario di curiosi incarichi. Come tentare di riportare sulla retta via – grazie al suo lignaggio naturaliter puritano – il dissipato Marcantonio, figlio della duchessa d’Aquilanera; l’offrire il braccio alla tanto vivace principessa Alix d’Espoli, per una volta messa in scacco da patemi sentimentali; e l’assecondare blandamente le aspirazioni di Mademoiselle Astrée-Luce de Morfontaine, decisa a smuovere un ammiratissimo prelato, il Cardinale Vaini, per un delirante progetto politico-religioso.
Con quest’ultima vicenda, che rappresenta idealmente il culmine delle avventure romane di Samuele, Wilder offre anche la misura della propria abilità, giocando in punta di penna coi caratteri dei personaggi, i giochi di relazioni tra loro e col mondo, le ragioni dello scontro che esploderà tra i due Cabalisti. È con sguardo ironico e comprensivo, culturalmente distante e umanamente prossimo, che l’ospite protestante e cresciuto in democrazia contempla le estasi di Mademoiselle per sogni impossibili e reazionari (il ritorno della monarchia in Francia e la proclamazione – nientemeno – del Diritto Divino del Re come dogma della Chiesa), cogliendo ciò che di puro e paradossalmente ammirevole sussiste nel suo bigottismo, mentre l’aria si colma “di una divina assurdità”. Come con curiosità e sottigliezza costruisce l’icona del Cardinale, reduce da un leggendario apostolato in Cina, osteggiato dalla Curia e seppellitosi in solitudine con la sua infinita cultura e una fede inaridita. La religiosità sentimentale e caramellosa della nobildonna non potrà che andare in rotta di collisione con le convinzioni del prelato che tanto ammirava e la sua ferocia senile, fino al completo smarrimento e a impreviste conseguenze: e il racconto di Samuele tempera grottesco, ironia e pietà, in una lucida percezione dei drammi interiori consumati, ma con inesorabile lievità narrativa.
Giunge infine il tempo del ritorno; e prima di abbandonare Roma, Samuele interpella la leader del gruppo, l’autoritaria Miss Grier, sulla sfuggente chiave della loro particolarità. La risposta, provocatoria, può leggersi in più sensi: e se da un lato richiama a un orizzonte di tarde fantasie simboliste, con presenze oltremondane in qualche esilio sulla Terra, dall’altro – e soprattutto – apre alla meditazione sul tempo (il tempo, ancora) e gli struggenti sogni di eternità degli uomini.

 

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Traduzione di Alessandro Zabini

La cabala - Tre Editori (2012)
La cabala
Thornton Wilder
Tre Editori
2012
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