[A] Dall'Agorà di ClubDante

Diego Zandel
Italia

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Romana Petri, storie di famiglia


08/05/2013

 

Romana Petri è una scrittrice dall’incedere classico. Per lo sguardo agli aspetti minuti della vita, complessità strutturale, intreccio, scrittura, I suoi romanzi  ricordano, seppur in chiave tutta moderna, i grandi scrittori della migliore tradizione italiana del Novecento. L’esempio migliore lo abbiamo con il suo ultimo romanzo “Figli dello stesso padre”, edito da Longanesi, significativamente tra i candidati al premio Strega. Qui si dispiega la storia di una dinamica famigliare. Se in alcuni romanzi precedenti dell’autrice romana questa si concentrava sulla coppia, ora a essere investigata è la famiglia cosiddetta allargata, più che quella di oggi, giunta ormai a piena maturazione nella coscienza collettiva, quella dei primordi, prima che la legge sul divorzio venisse, grazie a un referendum, promulgata in Italia (passaggio che è ben ricordato in questo romanzo). E, della famiglia, lo sguardo si concentra su due fratelli, anzi fratellastri, figli dello stesso padre, come recita il titolo, ma di madri diverse.

I due fratelli si chiamano rispettivamente Germano, un nome non dato a caso, forse, nel senso che lo riporta al fatto di essere, anche etimologicamente, fratello, pur rimanendo figlio unico di sua madre; e l’altro Emilio. Due fratelli diversi fisicamente e intellettualmente, il primo grande e grosso, il secondo minuto, il primo un artista, pittore, il secondo un matematico, che ha anche alcune passioni come quella, ad esempio, di seguire la vita delle formiche.  E poi distanti, non solo metaforicamente,  uno che abita a Roma e l’altro a Milano, almeno per il tratto della loro infanzia e giovinezza, perché poi Emilio andrà a vivere addirittura negli Stati Uniti e sposerà un’americana. In comune, a parte le visite estemporanee fatte col padre per far conoscere tra loro i fratelli, avevano solo la vacanza a Bonera, a casa della nonna paterna, nei pressi del lago Maggiore, luogo dove i due facevano vacanze in periodi diversi, ma che inevitabilmente li accomunava nei ricordi, tanto che Emilio, nell’incontrare dopo tanti anni il fratello, ne ha questa percezione, subito però smentita dall’altro: ti sbagli, noi facevamo vacanze separate! Così come altri conflitti sotterranei e neppure tanto tali li divide o, se si vuole, li unisce in una dimensione che è quella anche di una realtà nata in un’epoca in cui la loro esperienza era rara, provocando reazioni sociali che oggi sono ampiamente superate.

 Di questo romanzo, molto composito, bisogna tener conto che ha un suo baricentro per così dire sbilenco. Perché la storia comincia oggi -  e comincia con Emilio che riceve da Germano l’invito a una sua mostra personale – ma poi ondeggia abilmente tra i diversi tempi, le diverse epoche della loro esistenza, dalla cui narrazione emergono i caratteri  contrapposti dei due e la rivalità, più che l’odio, che ha sempre contraddistinto  i loro rapporti. Rivalità figlia di una gelosia che voleva, in particolare Germano, il padre tutto per se, per il fatto di sentire sempre Emilio come un intruso, perché era, è, lui la causa che ha portato alla separazione dei suoi genitori. Da questo contesto, o pretesto, discende poi, con una grande orchestrazione narrativa, tutta la rappresentazione in cui si trovano coinvolti gli altri personaggi, a cominciare dalla figura del padre, che giganteggia, anche se più per interposta persona - attraverso i ricordi e gli smacchi, l’egoismo, la tendenza ai tradimenti - che direttamente. E con lui, le due madri, Edda e Costanza, di cui una poi s’è risposata – verrebbe da dire, come la stessa Romana Petri – con un portoghese, Duarte, e poi la figura della nonna. Quindi in secondo ordine gli altri personaggi, ad esempio, la moglie americana di Emilio, tutti personaggi molto ben delineati, vivi, con una loro funzione che sottolinea la capacità dell’autrice di comporre musica usando tutti gli strumenti anche quelli di contorno per dare piena sonorità alla sua musica. Una musica per altro  carica di quel sentimento e di quelle emozioni che Romana Petri si porta dietro grazie alla sua straordinaria sensibilità di donna, oltre che di scrittrice.

Figli dello stesso padre - Longanesi (2013)
Figli dello stesso padre
Romana Petri
Longanesi
2013
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