[A] Dall'Agorà di ClubDante

Diego Zandel
Italia

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Ricciardi indaga ancora


05/02/2013

 

I primi quattro romanzi di Maurizio De Giovanni con Luigi Alfredo Ricciardi, commissario di pubblica sicurezza presso la squadra mobile della “regia” questura di Napoli (regia, perché sono tutti ambientati negli anni Trenta), uscirono per i tipi della Fandango. Il successo pressoché immediato di pubblico convinse l’Einaudi Stile Libero ad acquistarne i diritti – e sembrerebbe per una somma abbastanza ingente – e a ripubblicarli: il successo si è rinnovato e ampliato. Ora è la volta del quinto romanzo con Ricciardi, naturalmente uscito subito, in prima battuta, per i tipi Einaudi Stile Libero: Vipera, che conferma le doti narrative del suo autore, il quale, a dispetto del successo, continua il suo lavoro di funzionario di banca in quel di Napoli, scrivendo i suoi libri nei giorni di ferie. Libri tutti avvincenti, carichi di una loro atmosfera vintage, che ci riporta tra i vicoli e le piazze della Napoli di una volta, attraversati da una sensibilità umana di cui sia Ricciardi sia il suo aiutante, il  maresciallo Maione, sono campioni. Il maresciallo, tra l’altro, non è esente da un gusto umoristico che bilancia l’estrema serietà e riservatezza del giovane commissario.

Viperaè il soprannome di Maria Rosaria Cennamo, una prostituta, morta soffocata da qualcuno, il cui cadavere è stato trovato nel migliore bordello della città, in via Chiaia. Di una bellezza struggente, costituiva l’attrazione del bordello, per cui molti clienti venivano solo per vederla e ammirarla, anche se non per amarla, perché lei si concedeva solo a un paio di persone: un fornitore di frutta e verdura del bordello, che ne era follemente innamorato da quando, entrambi ragazzi, vivevano dalle parti del Vomero, allora ancora piena campagna; e un ricco commerciante, non  proprio giovane, di oggetti sacri, la cui condotta un po’ troppo libertina comincia a nuocere agli affari, tant’è che il figlio se ne lamenta. Quindi  l’equazione per il commissario è relativamente semplice: l’assassino è nel ristretto giro della donna. Oltre ai due clienti, le colleghe di Vipera, forse gelose della sua bellezza, in particolare una che in precedenza era la preferita del commerciante di oggetti sacri; il figlio della titolare del bordello, con il vizio del gioco, tant’è che la madre ha difficoltà a mandare avanti la sua attività; ma può essere anche qualcuno della famiglia del fornitore di verdura, perché quest’ultimo ha chiesto a Vipera di lasciare una volta per tutte il mestiere e di sposarlo, coronando così il loro sogno giovanile (mettendo però magari nei guai gli affari). E la donna gli aveva promesso una risposta: per la successiva domenica di Pasqua, una festività che dà a Maurizio De Giovanni l’occasione anche per ricordare ricette della tradizione napoletana, aggiungendo così sapore al gusto della ricostruzione storica che, con una certa aura nostalgica, il giallo propone.

La storia poi va avanti, nella trama, con i classici interrogatori, resi vivi dalla forte caratterizzazione dei personaggi e degli ambienti (straordinario quello della madre di Vipera), senza escludere l’ipoteca politica che grava sull’epoca: quella del fascismo. Il medico legale, il dottor Bruno Modo, un altro  personaggio fisso dei romanzi di De Giovanni, che ha esaminato le modalità di uccisione della prostituta, è un fervente antifascista. Non perde mai occasione, negli incontri, di criticare il regime e il suo duce, fino al punto – e ciò accade in questo romanzo – di essere arrestato, malmenato dall’OVRA, la polizia segreta di Mussolini, e pronto per essere mandato al confino, a Ventotene. Questo episodio si inserisce nel contesto del giallo, e un po’, per alcuni capitoli, lo devia: il commissario Ricciardi vuole assolutamente impedire guai al medico, per il quale nutre grande rispetto e amicizia. Così si rivolge a Livia, una ex cantante lirica, che è stata protagonista di un altro giallo di De Giovanni, Il senso del dolore, in cui a morire ucciso era stato il marito di lei, un famoso e vanitoso tenore. Poi la donna, con importanti amicizie a Roma, innamoratasi di Ricciardi, è rimasta a Napoli. E, forse, chissà, anche il giovane commissario ne è innamorato. Però ci sarà tempo per scoprirlo, forse nei prossimi gialli. Ècerto, però, che in questo, dopo essere riuscito a salvare il medico legale dal confino, scoprirà anche l’assassino di Vipera.

 

                                   

Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi - Einaudi (2012)
Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi
Maurizio De Giovanni
Einaudi
2012
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