[A] Dall'Agorà di ClubDante

Diego Zandel
Italia

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La candida Polonia di confine


16/01/2013

 

In Italia, la polacca  Olga Tokarczuk, è una scrittrice di nicchia. Di lei sono stati tradotti quattro libri: Dio, il tempo, gli uomini e gli angeli(edizioni e/o, 1999),  Che Guevara e altri racconti (Forum, 2006), Casa di giorno, casa di notte, (Fahrenheit451, 2007), e adesso Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, per i tipi di Nottetempo. In patria, però,  è molto amata e popolare.  D’altra parte come non amare una scrittrice che sembra fare del candore la sua cifra narrativa?

In Guida il tuo carro sulle ossa dei morti la protagonista è un’anziana insegnante, Janina Duszejko, che vive in una regione della Polonia al confine con la Cechia (tant’è che se si chiama la polizia il rischio è quello di prendere la linea del paese oltre confine), in un posto isolato dal gelo e dalla neve che si chiama Conca di Kłodzko. Qui, l’anziana signora vive da sola e gli unici due vicini di casa, per altro poco frequentati, sono Bietolone e Piede Grande, dai soprannomi che lei ha dato loro. Il primo è una persona riservata, ma il secondo Janina non lo può vedere, perché  beve e vive di furtarelli, di espedienti, e soprattutto di caccia di frodo, per cui l’ha più volte, quanto inutilmente, denunciato alla polizia, soprattutto dopo che lui le ha avvelenato i cani e trattata con disprezzo. “Fuori dai piedi, vecchiaccia” le ha gridato. Per il resto, Janina passa il tempo accudendo le case vuote dei signori,  che ci vengono solo d’estate in vacanza, preferendo passare l’inverno in città (c’è anche quella che lei chiama la Scrittrice).

Una notte, già a letto, la donna sente bussare forte alla porta e attraverso i vetri vede che si tratta del grosso vicino di casa Bietolone, al quale apre la porta per apprendere che Piede Grande, è morto, ucciso. La donna si mette qualcosa di pesante addosso al pigiama e i due entrano in casa del morto: lo trovano discinto, sporco, grasso. “Oh, sì, il corpo umano è sicuramente disumano” pensa Janina. E Bietolone le propone di sistemarlo meglio. “Credo che non vorresti ti trovassero così. In questo stato” la motivazione. Poi verrà il procuratore – che, tra l’altro, si scoprirà essere il figlio di Bietolone, e la polizia – che li rimprovererà per aver spostato e manipolato il cadavere.

Tutta questa prima parte è straordinaria. Il lettore s’immedesima nella singolarità del paesaggio, l’isolamento, il gelo, la neve, i personaggi  colti in tutta la loro solitudine caratteriale che s’inserisce in quella cosmica. La  Tokarczuk ha un potere evocativo che ricorda quello delle fiabe nordiche. E, in qualche modo, il romanzo diventa una fiaba, grazie al personaggio di Janina che si definisce attraverso due aspetti magici: il primo, il  valore che dà all’astrologia, per cui interpreta tutta la realtà e ciò che vi accade con il linguaggio degli astri, l’oroscopo; il secondo, attraverso l’amore per gli animali, dei quali quasi capisce il linguaggio e percepisce sicuramente la sensibilità, in particolare delle volpi e dei cervi, che si aggirano nei pressi di casa. Ed è in loro difesa che aveva denunciato Piede Grande, inascoltata dal capo della polizia, il quale non solo stava dalla parte di lui e degli altri cacciatori, ma la prendeva anche in giro quando non le dava della matta, additandola ai suoi sottoposti. “Deve rivolgersi alla protezione animali, io proteggo gli uomini” le rispondeva, sarcastico.

Accade poi, però, che, dopo Piede Grande, anche il capo della polizia muore, misteriosamente. E in lei, si fa forza un’idea: che siano gli animali a vendicarsi. Lo scrive anche in due lettere alla polizia stessa, costruendo un impianto di indagini metafisico, senza rinunciare a elencare episodi analoghi avvenuti un po’ in tutto il mondo. E la polizia, sospettosa, per tutta risposta, non esiterà a metterla in carcere per un paio di giorni, come se davvero lei fosse al corrente di una verità nascosta o provocatrice.

In questo senso, Guida il tuo carro sulle ossa dei morti può essere letto anche come un libro giallo, ma l’ipoteca metafisica, fantastica, prevale, e s’inserisce in un quadro di realtà dura, estrema, violenta, che la poesia del personaggio rappresentato da Janina riscatta e commuove.

 

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Traduzione S. De Fanti

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti - Nottetempo (2012)
Guida il tuo carro sulle ossa dei morti
Olga Tokarczuk
Nottetempo
2012
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