[A] Dall'Agorà di ClubDante

Giovanni Dozzini
Italia

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Il corpo di Giordano


06/11/2012

 

È stata una scelta coraggiosa, quella di Paolo Giordano. Dopo il successo eccezionale de La solitudine dei numeri primi scrivere un romanzo ambientato nell’Afghanistan martoriato di questi giorni poteva suonare come un azzardo. E a ben vedere era un azzardo a tutti gli effetti: dalle ossessioni di due ragazzini piccolo borghesi cresciuti nelle brumose lande subalpine degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso alle vicissitudini di un contingente di soldati italiani di stanza, oggi, pressoché alla fine del mondo ce ne corre.
Ebbene, Giordano è stato bravo. E se è vero che probabilmente l’esordio che lo aveva portato alla ribalta, poco più che venticinquenne, nel 2008 valendogli tra le altre cose un premio Strega e oltre un milione di copie vendute era stato acclamato più di quanto non meritasse, con questo secondo passo della sua carriera di scrittore il ragazzo dimostra di avere idee non banali, e di saper maneggiare con una certa padronanza i ferri del mestiere.
Il corpo umano (Mondadori, 312 pp., 19 euro) è un buon romanzo, ed è senz’altro un romanzo migliore de La solitudine dei numeri primi. Il ritmo narrativo è il maggior pregio di questo libro che già prima di uscire in Italia era stato venduto in più di venti paesi in tutto il mondo. La scrittura tiene sempre, coinvolge, tira dritto senza troppi fronzoli ma non senza eleganza. Le storie in ballo sono tante, e in fondo l’ecatombe di soldati e pecore nel cuore del deserto del Gulistan – nella realtà i caduti italiani nella missione afgana, ad oggi, sono oltre cinquanta – è meno di un detonatore per la maggior parte di esse. Giordano intreccia fatti e memorie delle vite dei suoi personaggi al di qua dello spesso confine che separa la guerra da tutto il resto con le vicende che si svolgono al fronte, e in effetti non sempre questo intreccio funziona alla perfezione, non tutto ciò che è raccontato appare significativo, e non manca qualche evidente forzatura, specie nell’ultima parte – vizio, questo, a dire il vero presente anche nel primo romanzo dell’autore torinese. Accade molto, e ogni tanto si ha l’impressione che certe storie prendano una velocità eccessiva ed eccessivamente in fretta. Però tutto sommato la costruzione regge, e ci sono non poche piccole cose – in special modo delle sorte di minuscoli graffi che di quando in quando increspano lo scorrere del rimuginare dei protagonisti – che risaltano, brillano.
Più in generale, Il corpo umano sembra non voler essere un romanzo anti-militarista né niente di simile, perlomeno non in maniera militante: non si limita a spiegare che la guerra è una faccenda brutta e sporca e cattiva, e non scende mai sul facile piano del pietismo o dell’umanitarismo, piuttosto la vuole prendere come un teatro in cui le pulsioni umane sono portate inevitabilmente all’estremo, come un piccolo ecosistema primordiale in cui gli uomini (e le donne) si liberano di sovrastrutture e orpelli sociali di ogni genere e si danno in pasto gli uni agli altri, completamente e radicalmente. Pur non convincendo del tutto, poi, ha senza dubbio il merito ulteriore di produrre una testimonianza di un passaggio importante della storia contemporanea italiana. Questo è ciò che la letteratura, almeno ogni tanto, dovrebbe fare, da queste parti sta il motivo per cui Il corpo umano in futuro potrà essere ricordato come un romanzo di rilievo. 

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/138106/il_giordano_che_strega

 

Il corpo umano - Mondadori (2012)
Il corpo umano
Paolo Giordano
Mondadori
2012
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