[A] Dall'Agorà di ClubDante

Silvia Di Natale
Italia

FacebookTwitterLinkedInMail-To

Rovine in svendita


08/08/2012

Da quando ho una casa di pietra nel cuore dell’appennino tosco emiliano torno ancora più volentieri in Italia. Un lungo tratto di autostrada e un’infinità di curve mi separano dal poggio che ho ripulito dalla vitalba e dagli invadenti ailanti (o sfondacieli come li chiamano più appropriatamente da quelle parti) e dalla casa a cui ho apportato le necessarie modifiche cercando di non turbarne il carattere. Dal giardino e dal balcone la vista è amplissima sulle valli sottostanti e sulla torre del castello che, sola, ha resistito alle intemperie e alle scosse di terremoto, frequenti da queste parti.

Tutt’intorno alla mia casa ancora si erge, traballante, il borgo medievale di San Donato, in pietra serena (la stessa con cui è stata costruita Arezzo). Fino agli anni settanta era popolato: sopra un portone ormai invaso dagli ailanti ancora oscilla l’insegna con la grossa T dei tabacchi. La casa – torre cinquecentesca detta “Pretoria” pur essendo completamente priva di elettricità e di servizi era abitata da ben quattro famiglie. Al pianterreno, dietro il banco di mescita, ci sono ancora le damigiane sfasciate dell’antica bettola. La scuola, più in alto, sulla stessa ripida strada, ha smesso di funzionare trent’anni fa. C’è anche un’umile cappella dove il parroco viene la domenica a dir messa davanti a uno sparuto gruppo di fedeli.

Il borgo fa parte del patrimonio culturale della Toscana, le case sono protette – guai a cambiare la forma di una finestra! – ma non c’è protezione contro il disfacimento. Mi si stringe il cuore al pensiero che presto al posto delle case si metteranno in vendita le pietre. Come salvare San Donato dalla rovina? Un amico architetto ha compiuto un miracolo virtuale: ha rialzato i muri franati, ha rifatto i tetti, ripulito le case dalle ortiche e ha fatto risorgere la Pretoria. C’è persino, in quello che oggi è un campo, una splendida piscina panoramica. Abbiamo mostrato il progetto agli investitori italiani, ma non hanno mostrato interesse: il luogo è così lontano dal mare, così scomodo da raggiungere, così selvatico!

E il Comune? Ha appoggiato un altro progetto: un albergo con piscina e ristorante, subito sopra il paese, avrebbe dovuto attirare forestieri e dare lavoro alla gente del posto, riempire le casse comunali e dar lustro alla zona e soprattutto all’ambizioso sindaco. Ma i lavori vanno a rilento. Ci sono già i letti, ma le camere sono ancora prive di servizi, arrivano gli attrezzi sportivi, ma della palestra non c’è neppure l’ombra e le casse con i prodotti tipici marciscono in un angolo della cucina spoglia. Un giorno però, l’albergo viene inaugurato; gli invitati riuniti nella hall tutta marmi e luccichii – io sono tra loro – vengono guidati attraverso le camere drappeggiate di tendaggi rosso e oro, le salette per il gioco e la televisione e infine condotti al ristorante dove sui tavoli di legno sforacchiati da finti tarli giganteggiano montagne di antipasti.

Sei mesi dopo il progetto è fallito. Si dice che si è fatto apposta, per fare un dispetto al sindaco, di certo non si sa nulla, sembra però che l’unico ad averne ricavato dei profitti sia stato il gestore. E’ comunque evidente che l’edificio è stato costruito male risparmiando sui materiali (qualcuno deve averne guadagnato): un anno dopo il tetto già cede, le pareti delle lussuose suite hanno crepe profonde e i pavimenti sono invasi dall’acqua. A due anni dalla sua stentata nascita il glorioso Albergo del Sasso è una rovina. Ma nessuno muove un dito a riparare: sembra, di nuovo, che qualcuno metta in fuga gli eventuali acquirenti per svendere l’edificio al prezzo più basso possibile.

Le ben più tragiche rovine del borgo medievale potrebbero avere una sorte migliore: un’agenzia immobiliare in Germania ha dimostrato interesse a occuparsi della vendita. Ne parlo con la mia ospite, non senza nascondere la gioia a questa esilissima speranza, ma lei ha un guizzo di nobile patriottismo. «Peccato – dice – che le comprimo i tedeschi!»

 

 

© Copyright ClubDante

Copyright 2012 by Empower Consulting Srl. Tutti i diritti sono riservati.
ClubDante S.r.l. è una società del Gruppo Empower Consulting S.r.l..
Tutti i servizi di comunicazione digitale del Portale sono forniti per mezzo della piattaforma Mail-Maker.