[A] Dall'Agorà di ClubDante

Mauro Covacich
Italia

FacebookTwitterLinkedInMail-To

Bambini randagi


04/08/2012

Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di conoscere due persone che mi hanno fatto molto pensare. Mi trovavo all’ambasciata italiana di Bucarest per una lettura a una cena di beneficienza a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto dell’Emilia e, nell’occasione, una ragazza è stata insignita di non ricordo più quale onorificenza per la sua attività di animalista in una Ong dal nome inequivocabile: Save the dogs. Lei si chiama Sara Turetta e, quando ci siamo presentati, ha attirato verso di noi la seconda persona in questione, Francesco Aloisio. Mentre Sara si occupa di cani soprattutto nel sud-est della Romania con centri dedicati e progetti di sensibilizzazione nelle scuole, Francesco lavora coi bambini di strada sparsi nella capitale. E fin qui si tratta di un incontro con due bravi operatori che hanno deciso di dedicarsi totalmente alle loro nobili cause, un uomo e una donna la cui complicità è spiegata dalla condivisione di una filosofia di vita, oltre che dalla lunga permanenza in un paese straniero in difficoltà (ancora più in difficoltà dell’Italia e della Spagna).

Il pane quotidiano in Romania è il randagismo, sia canino che infantile. Ma la cosa che mi ha fatto sobbalzare è la straordinaria somiglianza dei chiamiamoli motivi scatenanti. Esattamente come i cani, i bambini non vengono abbandonati, bensì scappano di casa. Ora, se questo appare strano già per i cani – di solito la scena che immaginiamo è quella classica dell’ex pet legato al guardrail dell’autostrada – converrete che, riguardo ai bambini, si tratta di una rivelazione davvero stupefacente. Voglio dire, anche ammettendo le situazioni familiari più disperate, nei nostri paesi pare impossibile che un bambino di otto-nove anni decida di separarsi spontaneamente dai genitori. Anzi, di solito da noi le sofferenze infantili vengono proprio dall’accanimento da parte del bambino a restare aggrappato alla famiglia, all’idea nonostante tutto protettiva e rassicurante che essa rappresenta. A Bucarest invece esistono ancora i monelli alla Huckleberry Finn e alla Tom Sawyer, teppistelli che preferiscono sfangarla vagabondando per la città piuttosto che stringersi al petto di una madre tossica o un padre ubriacone. Il che comporta una vera e propria ridefinizione delle aspettative infantili sul mondo esterno (per non parlare di una concezione a dir poco inedita dell’universo domestico e della relazione genitore-figlio). Non solo la casa smette di essere un bene assoluto, ma la strada – la libertà, l’anarchia, l’imprevedibilità della strada – anziché spaventare, diventa un motivo di attrazione. Come i cagnacci, anche i bambini si stringono in piccoli branchi. Di giorno vanno a zonzo chiedendo l’elemosina e rubacchiando, di notte si rifugiano nei magazzini sotterranei delle condutture del riscaldamento (uno dei retaggi del comunismo: gli impianti centralizzati). Una vita da cani, ma fervida di promesse. Tanto che, mi spiegavano Sara e Francesco, è più facile convincere un cane ad affidarsi a un nuovo padrone che riuscire a mettere un bambino di strada nelle condizioni di desiderare una famiglia adottiva. A Bucarest in questi giorni di caldo infernale li si vedeva spesso insieme – bestie e cuccioli umani – sotto i nebulizzatori installati dal comune nelle piazze principali. Rischiare qualche calcio dall’Ignoto vale la sorpresa di una doccia rinfrescante. Ve li immaginate dei piccoli italiani o spagnoli che la pensino così?

 

 

© Copyright ClubDante

Copyright 2012 by Empower Consulting Srl. Tutti i diritti sono riservati.
ClubDante S.r.l. è una società del Gruppo Empower Consulting S.r.l..
Tutti i servizi di comunicazione digitale del Portale sono forniti per mezzo della piattaforma Mail-Maker.