[A] Dall'Agorà di ClubDante

Marco Ferrari
Italia

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Ibra addio


18/07/2012

In un paese in cui tutto viene declassato, anche il calcio rischia di subire un pesante ridimensionamento. Ma ciò che più stupisce è che a questa prospettiva contribuisca in prima persona Silvio Berlusconi, l’uomo che ha scelto il pallone e la televisione per la sua personale ed eterna scalata al potere. Dopo Thiago Silva, oggi tocca a Zlatan Ibrahimovic firmare il suo passaggio al Paris Saint-Germain.
Il Milan incasserebbe una cifra attorno ai 20 milioni di euro mentre all'attaccante andrebbe un ingaggio da 14 milioni a stagione, due in più rispetto a quanto guadagna in rossonero.
Se ci mettiamo pure l’affare Thiago (una quarantina di milioni per la vendita e un ingaggio da 8 milioni l’anno) il patron del Milan mette in cassaforte – tra risparmi e guadagni – 150 milioni di euro oltre ad aver fatto fuori una squadra intera (Gattuso, Van Bommel, Nesta, Zambrotta, Aquilani, Seedorf, Inzaghi ecc.).
Ora nel mondo dei supporter circola un dubbio profondo: cosa nasconde la mossa di Berlusconi? I casi sono due: o Silvio si è votato all’idea del risparmio introdotta dall’era Monti o ci sta fregando tutti.
Come fa a vendere due assi di quel calibro nell’anno in cui si ricandida a un Berlusconi ter, quater, quinter (ora non ricordo bene)?
Sicuramente il Berlusca ha un asso nella manica e tutti aspettano che lo tiri fuori. Acquisterà la coppia Messi - Iniesta? Comprerà direttamente il Barcellona e lo farà giocare nel campionato italiano? Ingloberà nel torneo italiano altri tornei, magari quello della Moldava o del Montenegro, per aumentare le chances dei rossoneri?
Qualcosa in mente ce l’ha di certo. Quando si aprirà la campagna elettorale per andare alla urne ad aprile, vuole essere in forma perfetta: sta dimagrendo, corre la mattina presto, è a dieta, si sta rifacendo la faccia, i capelli, le ciglia, le sopracciglia, le unghie. Tra poco compirà 76 anni che per lui è come festeggiare i 32 anni per noi uomini normali. Se ad aprile il Milan sarà a centro classifica e sarà già eliminato dalla Champions League, lui perderebbe metà dei voti dei milanisti, il suo serbatoio principale dopo le aspiranti vallette di Mediaset e gli stallieri siciliani. No, deve avere calcolato qualcosa che a noi sfugge. Siccome in Italia la politica è oramai un affare tra comici, è probabile che Berlusconi introduca il secondo turno televisivo. Lui canterà canzoni romantiche francesi, il suo piatto forte è “Non, je ne regrette rien”, con l’amico Apicella alla chitarra; Beppe Grillo strillerà contro i telefonini, le centrali a carbone e i ferro da stiro a vapore; Pier Luigi Bersani farà la mimica di Peppone di Guareschi. Chi vincerà accederà direttamente all’Eurofestival che quest’anno si è tenuto a Baku e l’anno prossimo potrebbe essere ospitato dall’autoproclamata repubblica della Transnistria, il cui presidente è certamente un amico del padrone di Mediaset.
Berlusconi deve avere ricevuto una soffiata dall'agenzia Moody's che si appresta a tagliare anche il valore del mondo del calcio, che una volta valeva più dello spread. Moody's ha delle talpe dappertutto: ieri ha tagliato il rating di 23 enti locali, fra cui le province autonome di Bolzano e Trento, Lombardia, Lazio, le città di Milano e Napoli. Come Moody’ riesca ad ottenere i dati di Bolzano o inviare uno analista economico a Marsala è un mistero. Al downgrade degli enti locali seguirà quello del pallone, sicuro. Berlusconi anticipa tutti, Moody's non troverà alcun documento nella sede del Milan.

 

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