[A] Dall'Agorà di ClubDante

Elmer Mendoza
Messico

FacebookTwitterLinkedInMail-To

Demenza senile


14/07/2012

García Márquez è nato nel 1927; almeno, questa era l’ora segnata dall’orologio a muro che sosteneva a stento una lancetta mezza storta. Aveva perduto l’altra da così tanto tempo che nessuno sapeva se era quella delle ore o dei minuti. Il Maestro soffre di demenza, hanno detto i giornali, e io l’ho visto davanti alla finestra della sua casa di Cartagena, di fronte al convento di Santa Clara, posare per Daniel Mordzinski. Cos’è che hai dimenticato, vecchio mio? La tua memoria non è forse adesso di tutti? Non credo che tu abbia dimenticato Luisa Santiaga, o Mercedes, o i tuoi figli; e nemmeno il povero colonnello a cui ancora nessuno scrive. Povero stronzo, ieri gli ho portato un chilo di mais per il suo gallo e si è fatto un ajiaco.

Ho letto la notizia e mi sono chiesto se il tipo avrebbe ricordato il giorno in cui l’avevano portato a conoscere il ghiaccio. Nella valle in cui sono cresciuto, arrivava nei sacchi, ricoperto di segatura, ed era la fascinazione dei bambini, la meraviglia delle signore e la felicità dei bevitori di birra. Era un grande affare: non ne restava mai nemmeno un pezzo. Il fatto è che arrivava sempre accompagnato da farfalle gialle che tingevano il cielo di speranza e non mancavano i telegrafisti che viaggiavano in barca sul fiume Tamazula con l’amore della loro vita né i viaggiatori che ci facevano scoprire il mondo. Senile, comè che si scrive?: ho familiarità con questa malattia perché ne soffre Librada Valenzuela, madre di più di quattro figli.

Ciao, mamma, ti sei svegliata bene? Mi fa male la testa. Conosco un rimedio infallibile. Sì, che mi decapitino, come stanno le tue figlie? Bene, sai com’è, una fa ancora la cecchina nell’esercito e l’altra è una sicaria di Chalo Gaitán, il narcotrafficante. Ah, quelle ragazze, sono venute su più pazze di te, e Leonor, come mai non è qui? È in ufficio, si ostina a voler portare qui Luciano Pavarotti per fare un duetto con Plácido Domingo. Pavarotti? Ma non è morto? Solo il suo corpo, la sua anima continua a darci sollievo. Ma non mi dire, per me è andato dritto all’inferno, e i tuoi figli? Perché tu non hai figlie, solo Veckío e Ian. Come no? Ho Lya. Quella Lya è una fetente, non viene mai a trovarmi. Ci ha raccontato che ti ha portato un regalo. Quando? Domenica scorsa. Ah, un disco, vero? Uno di Pedro Infante. Poverino, Pedro Infante, è morto da un sacco. Più o meno, vive ancora nei cuori dei messicani; senti, mamma, García Márquez soffre di demenza senile. Pover’uomo, e lo sa? È uscito sui giornali e su Internet. Che malattia è?

Hai letto di Gabo? In verità, ero andato con Malverde, il “narco gentiluomo”, a chiedergli di rimettersi e di risolvere le elezioni per via pacifica. Una cameriera culona ci ha servito Old Parr, che secondo Toscana è il whisky che piaceva al Maestro. Sono stato nella sua casa di Cartagena, Mordzinski gli ha fatto una foto e poi si è spaventato. Mi ha confidato che ogni volta che ritrae un ottantenne, quello passa a miglior vita. Che gli si fulmini la lingua, senti, e dimenticano tutto? Alcune cose: bere, mangiare, scopare. Anche scopare? ‘Sti cazzi, come si sentirà? Proprio lui, che ha giocato tanto con la memoria. Almeno sconcertato. Speriamo che non faccia il grande passo; ho finito di rileggere Fuentes e ho appena iniziato Bradbury, ma tre sarebbe un casino, ‘sta storia che muoiono e poi devi leggerli non è un buon affare. Tranquillo, non è una malattia mortale, dimenticherà chi è il presidente, in che anno vive, questo tipo di particolari. Allora non è così grave, però quello che vorrei è che questi politici buoni a nulla scomparissero dalla mia testa. Credi che annulleranno le elezioni? Certo che no, ma stanno facendo casino per indebolire il vincitore. E quindi? Sicuramente se lo dimentica il giorno dopo. Perché sì, la politica è dimenticare. Come vedi, il vecchio non se la passerà così male. Ma non è un politico; speriamo che non soffra. Non succederà, il ragazzo si è sicuramente costruito il suo nuovo universo, magari più figo del nostro. Una biblioteca. Non dire stronzate, è una cosa che appartiene a un altro periodo. Allora ciao.

 

© Copyright ClubDante

 

 

Copyright 2012 by Empower Consulting Srl. Tutti i diritti sono riservati.
ClubDante S.r.l. è una società del Gruppo Empower Consulting S.r.l..
Tutti i servizi di comunicazione digitale del Portale sono forniti per mezzo della piattaforma Mail-Maker.