[A] Dall'Agorà di ClubDante

José Ovejero
Spagna

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Obama e il matrimonio omosessuale. Dov’è la notizia?


11/05/2012

Questa notizia era ieri sulla copertina di buona parte dei quotidiani digitali del mondo. A prima vista, dovrebbe essere collocata nella sezione “Società”. Il matrimonio omosessuale è già legale in dieci paesi, perciò non è una questione particolarmente nuova, tranne che per coloro che vivono negli Stati Uniti. Allora, a chi importa che cosa pensa il cittadino Obama, soprattutto considerando che si tratta di un’opinione a cui non seguiranno nuove leggi? Sì, certo, ci sono anche persone a cui interessano i gusti e le inclinazioni di una principessa o l’ultimo scandalo di un Vip, ma non per questo quelle notizie arrivano sulle prime pagine dei quotidiani.

Siccome sono spagnolo – sì, malgrado tutti gli anni da cui vivo all’estero, malgrado mi impegni a non aderire a bandiere e colori, malgrado preferirei che sul mio passaporto fossi identificato come apolide, continuo a essere spagnolo in molte cose che non spiegherò qui nel dettaglio – per me è un’autentica notizia il fatto che un politico con un incarico importante esprima in pubblico un’opinione arrischiata. Se qualcosa caratterizza l’attuale primo ministro spagnolo è la sua abilità a svicolare. La legge contro il fumo? A lui personalmente non piace… ma non è sostenitore dell’abolizione. Matrimonio omosessuale? Non gli sembra opportuno, ma non modificherà la legge a meno che il Tribunale Supremo non la dichiari anticostituzionale. E sostiene di non far salire le imposte mentre aumenta l’Iva, o che non fa tagli sull’educazione e sulla sanità mentre amputa radicalmente i fondi destinati a questi settori… E non si tratta soltanto di lui: si ha l’impressione che i politici spagnoli siano capaci di affermare soltanto quello che ritengono approvi la maggioranza. Ma smetto di guardarmi l’ombelico spagnolo e rivolgo di nuovo lo sguardo al vasto mondo: Obama.

Sebbene in più di un’occasione abbia già fatto approvare leggi a favore dei diritti civili degli omosessuali, il presidqualente ora esprime la sua opinione anche su una questione che divide il paese come poche. In realtà, qualche analista afferma che può costargli il posto: non tutti i democratici appoggiano il matrimonio omosessuale, e nemmeno alcuni gruppi fondamentali per la rielezione, come gli afroamericani o i latinos, e qualche stato in cui aveva inaspettatamente trionfato, come la conservatrice Carolina del Nord, può voltargli le spalle per quell’affermazione. E a che scopo? La grande maggioranza dei collettivi gay lo sosteneva già, anche se finora il presidente non aveva avuto il coraggio di difendere senza sotterfugi il matrimonio tra persone dello stesso sesso. In compenso Obama può alienarsi le simpatie di una classe media cristiana a cui la coscienza, o i pregiudizi, potrebbe portare a votargli contro, anche se per altri motivi lo avrebbero preferito al probabile candidato repubblicano, molto più vicino alla strategia spagnola di consultare i sondaggi prima di rispondere a una domanda.

Perciò la notizia forse non è tanto l’approvazione del matrimonio omosessuale da parte di Obama, ma il fatto di difendere pubblicamente una determinata opzione su un argomento controverso. Che Obama sia cosciente del rischio che corre, lo dimostra il fatto che si sia affrettato a mostrarsi come un uomo ben ancorato ai valori famigliari – afferma di aver prima consultato la moglie e la figlia – e preoccupato per i cristiani, ai cui princìpi pretende di essere fedele con la sua decisione, operando così un meraviglioso contorcimento che gli consente di infrangere un tabù ricorrendo proprio alla tradizione.

Può darsi che tra un paio di decenni succederà al matrimonio omosessuale quello che succede nella maggioranza dei paesi occidentali con il divorzio o con la legislazione che consentiva alle donne sposate di avere un proprio conto in banca: oggi ci sorprende che una volta le cose possano essere state diverse e ancor più che all’epoca ci fosse un’opposizione feroce a quelle novità. Ma allora, a chi un giorno consulterà le emeroteche virtuali e si sorprenderà di trovare questa notizia in prima pagina, si potrà segnalare che la notizia non è questa, bensì il fatto che un presidente si giochi il tutto per tutto su una questione che non è cruciale per i suoi interessi.

 

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