[A] Dall'Agorà di ClubDante

Marco Vichi
Italia

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Una malattia che si chiama sfiducia


29/06/2012

La parola “crisi” è ormai da tempo la più pronunciata nel mondo intero, anche se automaticamente associata ad altre parole come “finanziaria” o “economica”, e solo ogni tanto qualcuno afferma (a mio avviso giustamente) che la vera “crisi” è soprattutto “etica.” Eppure è chiaro che l’avidità è stata la vera madre di questa crisi, e non ne usciremo se non mettendo un Leviatano a guardia delle peggiori inclinazioni dell’uomo. Ma chi ha il potere di dettare le regole, cioè coloro che potrebbero liberare il Leviatano, lo tengono ben chiuso in gabbia per continuare a rapinare il mondo. Ormai sembra proprio che i singoli individui possano fare ben poco per cambiare le cose, e affidare un ideale di giustizia sociale (se ancora esiste) a chi ne farà un uso improprio non è entusiasmante. Inoltre, quello che ci arriva come pane quotidiano dalla politica, anche mondiale, è che le cose non sono mai chiare. La verità è sempre inaccessibile e nessuno la conoscerà mai con certezza. L’eventuale “nemico” è invisibile, viene evocato ma non si sa dove sia, è ha un tale potere da scoraggiare qualsiasi sogno di cambiamento.

Abbiamo imparato definitivamente che la falsità fa parte degli strumenti ordinari della politica, che tutto avviene dietro le quinte, che le leggi sono fatte per proteggere i potenti, che le promesse a vuoto non passano mai di moda, che una buona pubblicità conta molto di più della correttezza… Insomma che la furbizia paga, visto che spesso sale al potere. Ormai quello che vediamo non è più quello, tutto va interpretato come facevano gli aruspici con le interiora degli uccelli. Non lo presupponiamo, lo sappiamo. Ne siamo così convinti che ormai dietro ogni cosa sentiamo il bisogno di leggerne altre, a costo di immaginarle. E le cerchiamo fra le peggiori possibili, per poter competere con quel poco che emerge dal “pozzo nero” delle connessioni fra politica, mafia e finanza, la trinità del potere. Credere ciecamente a quello che ci viene detto è ormai ontologicamente un errore. E questo vale anche, e soprattutto, per le notizie positive. Chi ci crede è uno stupido, perché nel Mercato dell’Informazione se la notizia è buona qualcuno ci sta guadagnando a danno di altri, perché sappiamo che tutto viene usato e manipolato per ottenere qualcosa che ovviamente non andrà a vantaggio di tutti. Falsità e inganno sono dappertutto. Niente è mai come sembra, nell’aria c’è sempre un raggiro o una fregatura in preparazione. In un clima del genere, è difficile sentire impulsi politici sani. Naturalmente sento in me questa specie di malattia che si chiama “sfiducia”, ma è un’infezione che non si cura facilmente. Sono assai preoccupato, perché quando non crediamo più a nulla non abbiamo voglia di prendere decisioni. Il vuoto e la sfiducia sono sempre assai pericolosi. L’uomo ha bisogno di sperare e di sognare, e la Storia ci ha dimostrato che i sogni e le speranze possono essere usate nel peggiore dei modi.

 

 

 

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