[A] Dall'Agorà di ClubDante

Claudia Salvatori
Italia

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I cannibali della crisi


27/06/2012

Il fenomeno è stato chiamato “Zombie Apocalypse”o anche “Epidemia walking dead”, e il Web ne ha fatto la consueta centrifuga mediatica, al punto che dapprincipio l’ho creduto uno scherzo o un perfido virus informatico, come gli otto link al falso video dell’esecuzione di Bin Laden che avevo trovato sulla mia bacheca di Facebook. 

Tra fine maggio e inizio giugno si sono verificati in America tre casi di cannibalismo. Un uomo nudo aggredisce in strada un senzatetto e gli sbrana il volto. Uno studente uccide il suo compagno di stanza e gli mangia cuore e cervello. Un pornodivo uccide un ragazzo e divora parte della sua carne.

Le autorità USA sono state costrette a smentire l’esistenza di un’epidemia di zombismo. Ne hanno avuto bisogno, e questo è il fatto.

Il 22 giugno scorso, sempre in America, un uomo si denuda durante una riunione in casa di amici e sbrana il braccio di un invitato. Ma, diranno (e dicono già), questi sono imitatori di Hannibal Lecter.

Nel dibattito da festival letterario che dura da circa un ventennio, se è la realtà a imitare la fiction (una volta si diceva larte) o il contrario, noi abbiamo sempre risposto: il contrario. La fiction è innocente, ed è la vita a ispirare gli scrittori sbranandoli quel tanto che basta. Ora che giriamo sempre più velocemente, e il Web come una trottola confonde i colori del finto e del vero, diventa difficile mantenere questa posizione. Ma con un po’di buona volontà ci riesco ancora. Ci provo.

Escludendo le ipotesi che si sono fatte sulle cause scatenanti del fenomeno (un mix di droghe chiamato “sali da bagno”e un virus mutante, nostrano o alieno), provo a inserire l’epidemia Walking Dead nella realtà di questi ultimi mesi: epidemia di suicidio, epidemia di uccisioni di anziani soli, epidemia di stragi famigliari, epidemia di femminicidio. A cadenza quasi quotidiana. Come un bollettino di guerra. E’ effettivamente una guerra, non nominata come tale, fluida e volatile, di tutti contro tutti.

Sì, lo sapevamo: i film di George A. Romero e di Lucio Fulci erano metafore, presagi, avvertimenti. Ma quei cari vecchi zomboni erano sempre pudicamente vestiti, mentre questi nuovi cannibali tendono a liberarsi degli abiti (della civiltà), a essere nudi come belve.

Non dimentichiamo che la crisi economica è iniziata negli States, e là probabilmente si sta facendo strada il sentimento (non ancora la consapevolezza) che non c’è più nulla da mangiare tranne noi stessi.

Questo, almeno per quanto riguarda il nostro Occidente ex cristiano. I biblici Adamo ed Eva abusavano di Dio. Il romantico Faust abusava del Diavolo. In tempi più recenti, all’alba del razionalismo, Victor Frankenstein ha abusato della Natura. Se ci domandiamo che cosa resta a noi moderni, noi contemporanei, dei di noi stessi, da abusare, la risposta sarebbe: i nostri corpi. Perché le anime sono andate, naturalmente.

I morti non tornano: cremati, finiscono in cassetti grandi quanto quelli degli scaffali portacd dell’Ikea. Non escono dalle pellicole. Sono assimilati alla nostra carne. Siamo divinità morte, in gran moltitudine, finalizzate alla soddisfazione di ogni appetito, oltre ogni frontiera dell’etica.

E la fame cresce.

 

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