[A] Dall'Agorà di ClubDante

Andrea Jeftanovic
Chile

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Il libro che non può attendere


20/06/2012

Bene! Non tutti i giorni ci svegliamo con buone notizie letterarie. Pochi minuti fa sono stati comunicati i risultati del Festival di Cannes della pubblicità e il libro El futuro no es nuestro, in versione inchiostro in via di estinzione, ha vinto un Leone d’Oro, il che significa essere il grande vincitore della categoria. Letteratura e creatività pubblicitaria: non è un’allenza abituale, ma forse dovrebbe essere sperimentata più spesso.

Nella mia vita da autrice ho partecipato a molte antologie, ma El futuro no es nuestro non è un’antologia delle tante, ha sempre avuto qualcosa di particolare. Questo progetto è stato voluto e presentato dallo scrittore e critico peruviano Diego Trelles Paz, che ha convocato un’ampia scelta di autori nati tra gli anni Settanta e gli Ottanta. Dei sessantatré autori apparsi sulla rivista colombiana «Pie de Página», in venti siamo stati selezionati per partecipare alla versione su carta del libro. Diego Trelles Paz ha messo nel progetto una mistica e un’energia sorprendenti che hanno generato frutti umani e letterari. È riuscito a far nascere una conoscenza e un appetito di nuovi autori in un continente in cui non è facile che scrittori giovani, e specialmente i loro libri, valichino le frontiere, e, allo stesso tempo, ha creato una sensazione di comunità. Di solito la letteratura è un esercizio solitario e individuale, direi perfino egoistico, ma in questi anni ho capito che ciò che dobbiamo fare è «aumentare» la torta dell’interesse per la lettura, creando reti più che competere tra di noi. E in effetti questo libro è stato pubblicato da Eterna Cadencia en Argentina, da Uqbar Editores in Chile, dalla Editorial La Hoguera en Bolivia, da Fuga a Panamá, da SurPlus in Messico, e prossimamente apparirà in Perú. E alla fine sono arrivate anche le traduzioni: in Ungheria e adesso Open Letter negli Stati Uniti. Un modello inedito, ma efficace, per fare in modo che i libri fossero presenti nei vari paesi nel modo migliore.

Gli autori di questo libro sono Oliverio Coelho e Samanta Schweblin (Argentina), Giovanna Rivero (Bolivia), Santiago Nazarian (Brasil), Juan Gabriel Vásquez e Antonio Ungar (Colombia), Ena Lucía Portela (Cuba), Lina Meruane e Andrea Jeftanovic (Chile), Ronald Flores (Guatemala), Tryno Maldonado e Antonio Ortuño (México), María del Carmen Pérez Cuadra (Nicaragua), Carlos Wynter Melo (Panamá), Daniel Alarcón e Santiago Roncagliolo (Perú), Yolanda Arroyo Pizarro (Puerto Rico), Ariadna Vásquez (República Dominicana), Ignacio Alcuri (Uruguay) e Slavko Zupcic (Venezuela). Come dice l’Introduzione, sono autori nati poco dopo il maggio ’68, cresciuti in grande maggioranza sotto una dittatura militare, testimoni di avvenimenti come la caduta del Muro di Berlino, la repressione militare, il crollo delle Torri Gemelle, le invasioni dell’Irak, la comparsa di Internet. Esteticamente lontani dalla concenzioned el romanzo totale, questi narratori non cercano di essere fedeli alla storia di un paese o di legittimare un’origine che non è più vitale.

El futuro…ha inaugurato un modello unico, ci ha fatto attarversare frontiere letterarie, ci leggiamo, ci lraccomandiamo reciprocamente, ci suggeriamo per Festival e incontri, siamo stati ospiti e anfitrioni. Fino a ora nessuna casa editrice multinazionale o indipendente, neppure quella più d’avanguardia, era riuscita a ottenere questo risultato, a far compiere questo percorso, a dare ai lettori la possibilità di conoscere in un solo volume nuovi autori in pieno esercizio.El futuro… non è un gruppo di amici (alla fine lo è per qualche verso), ma è soprattutto un progetto di curatela letteraria realizzato dallo scrittore Diego Trelles Paz. “Bravo” a Diego che ha visto in questo gesto un’utopia, un modello collaborativo animato dalla professionalità e da desideri globalizzati.

E ora il Leone d’Oro. Qualche mese fa la casa editrice Eterna Cadencia ci ha chiesto di autorizzare un’edizione del libro con inchiostro che pian piano scompare, un’edizione limitata per giocare con l’idea di un libro che richiede di essere letto in fretta, che non può attendere, perché via via che passa il tempo le sue lettere scompaiono. Con inchiostro e confezione speciali, in accordo con un’agenzia di pubblicità, è nato così questo libro intitolato Il libro che non può attendere. Oggi sappiamo che quest’audace idea ha vinto il Leone d’Oro del Festival di Cannes. E io applaudo e ringrazio per essere stata parte di questa grande notizia. Forse, per un pezzettino infinitesimale, adesso il futuro è anche nostro.

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