[A] Dall'Agorà di ClubDante

Fernando Iwasaki
Peru

FacebookTwitterLinkedInMail-To

Elogio dei film "minori"


15/06/2012

Il cubano Alejo Carpentier ha scritto uno splendido romanzo breve - La fucilazione (1956) – che è sempre stato ricordato come un brillante romanzo minore. Quante volte abbiamo sentito dire che La zia Julia e lo scribacchino è un'opera minore di Mario Vargas Llosa? Cronaca di una morte annunciata sarebbe l'opera minore di Gabriel García Márquez? Uno darebbe qualsiasi cosa per scrivere qualcosa di un livello paragonabile a queste opere “minori”.

La letteratura ha dato dignità non soltanto alle opere minori dei grandi autori, ma anche agli autori minori delle grandi epoche letterarie. Lo aveva intuito Cervantes quando diede spazio a quella caterva di autori insignificanti riuniti nel suo Viaje del Parnaso (1614)? Oscar Wilde era solito dire che «un grande poeta è la più prosaica tra tutte le creature, però i poeti minori sono assolutamente affascinanti». E aveva ragione, perché non c'è altro modo per apprezzare la statura degli alberi più grandi se non contemplando il bosco.

Tuttavia, nel mondo del cinema non esiste la stessa condiscendenza nei confronti delle opere minori, dato che, in nome della complessità e della sofisticatezza, i cinefili più raffinati sono soliti essere lapidari, se non spietati. E tuttavia, siccome non sono né raffinato né cinefilo, oserò confessare il mio debole per alcune opere minori in cui certi artisti e registi si sono avventurati per ragioni ignote o forse alimentari. E mi piacerebbe elogiarne due in particolare: Bedtime Story (1964) e The Secret War of Harry Frigg (1968).

Bedtime Story contava su un cast con Marlon Brando e David Niven, che recitavano le parti di due furfanti specializzati nel ripulire donne poco caute. Il film è ambientato nei casinò di Montecarlo, dove Lawrence (David Niven) è un seduttore maturo e raffinato che si sente come un leone nella sua savana, fino a quando non arriva Freddy (Marlon Brando), un giovane militare che inizia a portargli via le donne. I due fanno una scommessa: sedurre e spennare una giovane (Shirley Jones), alla condizione che il perdente dovrà abbandonare la città. Il film ha dei dialoghi stupendi e una divertentissima scena di bastonate sulle gambe, richiesta da quel masochista di Brando. In italiano è uscita con il titolo I due seduttori.

The Secret War of Harry Frigg potrebbe essere l'unica commedia di Paul Newman, il quale recita la parte di un soldato semplice, uno specialista della fuga che, dal giorno alla notte, diventa un generale pluridecorato per poter ristabilire l'ordine in una prigione di lusso per ufficiali di alto grado, incapaci di elaborare un piano di fuga perché tutti hanno lo stesso rango. La protagonista femminile del film era la bellissima Sylvia Koscina, che non partecipò mai più a una produzione simile. Tuttavia The Secret War of Harry Frigg (Guerra, amore e fuga, in italiano) viene stroncata in diversi blog cinefili, però mi ha fatto ridere numerose volte, poiché era il tipico film che davano in televisione un anno sì e l'altro anche.

Il culto per i libri e gli autori minori non ha un equivalente nel cinema, dove un muro divide la frontiera tra i raffinati e tutti gli altri. Però siccome vedo dei film per godere di ciò che non esiste o non può esistere, sono felice che mi buttino fuori dal cineclub.

 

 

www.fernandoiwasaki.com

 

Copyright 2012 by Empower Consulting Srl. Tutti i diritti sono riservati.
ClubDante S.r.l. è una società del Gruppo Empower Consulting S.r.l..
Tutti i servizi di comunicazione digitale del Portale sono forniti per mezzo della piattaforma Mail-Maker.