[A] Dall'Agorà di ClubDante

Carmen Covito
Italia

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I nuovi guerrieri


13/06/2012

Gli archeologi cinesi hanno annunciato che intorno alla tomba del Primo Imperatore Qin Shi Huangdi sono stati scoperti altri cento guerrieri del famoso esercito di terracotta, con dodici cavalli, due carri e uno scudo vero, di bronzo. Le foto delle statue con le loro visibili tracce di colore stanno rimbalzando sui siti web di tutto il mondo, e io ne sono felice.
Dice: ma con tutte le notizie importanti che ci sono oggi sui giornali, con le guerre e le repressioni e i terremoti che ci straziano, con i russi che scendono in piazza contro Putin e Madonna che minaccia di scandalizzare il Vaticano, con la crisi economica che ci toglie il futuro, tu ti senti felice per il ritrovamento di un altro gruppetto di statue fabbricate in serie dai cinesi del 210 a.C. circa in una produzione di massa ante litteram, e quindi più o meno uguali alle altre migliaia già ritrovate? Sì.

I guerrieri e i cavalli di Qin Shi Huangdi, meravigliosi nella loro serialità impercettibilmente variata, si presentano all’osservatore con una specie di realismo astratto che definire inquietante è poco: il brivido che danno è decisamente Unheimlich e va provato almeno una volta nella vita. Può bastare una fotografia, non è indispensabile andare a contemplare tutto l’impressionante schieramento dei ranghi dell’esercito nelle fosse degli scavi a Xi’an. Andarci, però, può essere suggestivo anche per altre ragioni. Io ogni volta che ripenso a quello che ho visto a Xi’an mi sento depressa per la situazione del patrimonio culturale italiano. Non perché l’allestimento del sito cinese sia particolarmente esaltante, anzi: il gigantesco complesso di sale espositive e capannoni che proteggono le tre fosse visitabili è costruito in uno stile così monumentale che sembra programmato per intimidire e sfiancare le orde di turisti locali e stranieri che lo affollano ogni giorno. Ma durante le visite i lavori di scavo e restauro proseguono. E siamo solo alla periferia dell’immenso mausoleo del Primo Imperatore, non ancora scavato nella parte centrale perché, tra le leggende che vogliono la camera funeraria circondata da un fiume di mercurio e l’autentica abbondanza di lavoro da fare nelle zone già aperte, gli archeologi hanno deciso di procedere con la massima cautela. Hanno tutto il tempo del mondo. Da quando fu scoperto nel 1974, l’esercito di terracotta è diventato l’immagine più conosciuta della Cina accanto a quella della Grande Muraglia, un’immagine di bellezza e di potere. E i governanti della Cina moderna sanno sfruttare nel modo più astuto questo patrimonio, assistendo gli archeologi  e  diffondendo i loro risultati, mentre in Italia ci tocca ancora sentirci sollevati se non viene piazzata una discarica quasi dentro la villa di Adriano.

Per inciso, la costruzione della Grande Muraglia fu iniziata dallo stesso Qin Shi Huangdi, personaggio di tiranno-riformatore affascinante quanto i suoi guerrieri. Morì a soli 49 anni perché, ossessionato dalla ricerca dell’immortalità, a quanto pare si era avvelenato con un presunto elisir di lunga vita: ma unificò il paese e lo centralizzò, standardizzando pesi, misure, monete e perfino la scrittura con sistemi sbrigativi come il rogo di tutti i libri tranne quelli della sua biblioteca e la sepoltura degli intellettuali scomodi. Mi chiedo quali misure ci consiglierebbe oggi per difendere l’euro.

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