[A] Dall'Agorà di ClubDante

Alvaro Colomer
Spagna

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Il teatrino spagnolo


12/06/2012

Vivo in un paese che non ha più soldi. Un paese dal quale scappano gli immigrati un tempo arrivati per costruirsi un futuro. Un paese in cui non c'è più un posto libero nelle mense dei poveri. Una paese in cui intere famiglie non trovano lavoro. Vivo però anche in un paese in cui i banchieri che mandano in rovina le banche ottengono degli aumenti, i politici che svuotano le casse dello stato si comprano le ville, i giudici che non condannano i delinquenti d'alto rango organizzano festini. Un paese davvero di merda.
Però in questo paese di merda, lo stesso le cui banche sono state da poco salvate da mamma Europa, vive gente meravigliosa. Gente che non sfodera il coltello per tagliuzzare i banchieri, che non prende delle mazze per bastonare i politici, che non si lustra le scarpe per prendere a pedate i giudici. Gente meravigliosa, l'ho già detto. Gente a cui non mancano i motivi per fare tutte queste cose e che, tuttavia, preferisce scendere in piazza supplicando che la smettano di derubarli. Gente che continua a trattenere l'uomo violento che ogni spagnolo si porta dentro.
Adesso arriva il salvataggio della nostra economia - una linea di credito, dicono alcuni - e noi cittadini, giù in basso, ci immaginiamo i ladri, lassù in alto, che si fregano le mani. Altri soldini da rubare, trallalero, trallalà. I banchieri sorridono, i politici si danno colpi di gomito l'un l'altro, i giudici si sfregano la pancia. L'Europa è la nuova casa da assaltare. È che la Spagna è fatta così, chissà cosa avevano creduto. La morale si è persa da tempo.
 

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