[A] Dall'Agorà di ClubDante

Carmen Boullosa
Messico

FacebookTwitterLinkedInMail-To

Notizie dal Messico


29/05/2012

I giovani studenti delle università messicane pubbliche e private sono scesi in piazza e si sono uniti sulla Rete con uno slogan: io sono il 132.
Ecco la storia: l’11 maggio un candidato presidenziale che si presentava nel campus dell’università privata Ibero è stato sonoramente fischiato. Per tutta risposta, il leader del suo partito ha dichiarato che l’incidente era stato provocato da «una manciata di giovani che non sono rappresentativi della comunità della Ibero». Poi ci sono state altre dichiarazioni simili, da parte dei media e ancora da parte dello stesso candidato, fino al punto di definire gli studenti «agitatori» o «ritardati».
I giovani, offesi, hanno risposto sulla Rete. Hanno messo su Youtube un video di 131 studenti che esibivano il loro tesserino per dimostrare che non erano «una manciata», eccetera. E hanno preteso pubbliche scuse. In un programma radiofonico è andato in onda il dialogo tra il leader del partito e alcuni dei giovani: «Insinui che non siamo rappresentativi della comunità della Ibero… Ma voglio dirti: sì, che ne siamo parte…», «A me sembra offensivo che mi venga detto di avere un atteggiamento velenoso… Esigo delle scuse». Il leader del partito ha offerto pubbliche scuse.
Ciò che ha provocato la rabbia studentesca durante il discorso del candidato nel campus è stata la sua dichiarazione su un avvenimento sta provocando scandalo: il caso Atenco, uno dei tanti che stanno diventando tipici del paese e che consistono nel commettere atti criminali per far valere la forza dello stato (nel caso specifico di Atenco, diverse donne sono state violentate dai militari). Il candidato ha detto che era stato lui a dare il legittimo ordine di ricorrere alla forza, e che coloro che avevano commesso eccessi – come se commettere crimini fosse un eccesso… – erano già stati puniti, cosa ben lungi dall’essere vera.
L’incidente – avere accusato gli studenti di non essere tali – è stata la scintilla che ha acceso la miccia del movimento studentesco. I 132 chiedono ai mezzi di comunicazione – in particolare a una catena televisiva - «obbiettività sul processo elettorale». Hanno dichiarato che non appoggiano né contrastano nessuno dei candidati alla presidenza – sebbene alcuni non siano completamente d’accordo – e che ciò che vogliono è democrazia e diritto all’informazione (“Studenti informati non saranno mai ingannati”).
Convocano manifestazioni e riunioni attraverso Facebook e Twitter. «La democrazia è un gioco di preferenze in cui l’informazione è fondamentale», dicono. «Noi giovani abbiamo scoperto l’organizzazione, e abbiamo scoperto che, se ci uniamo, riusciamo a farci ascoltare, cosa che prima non succedeva».
Sono a New York, dove vivo la maggior parte dell’anno. L’ultima copertina del New Yorker ritrae proprio degli studenti. Ma questi non sono i 132. Indossano toghe e tocchi, sembrano pinguini che camminano su pezzi di iceberg che si sciolgono mentre il mare li trasporta. Come gli orsi polari, scivolano sulla catastrofe.
Sono contenta che i 132 non abbiano posto un limite d’età al loro movimento; non c’è un “diffida di chi ha più di trent’anni”. Siamo in molti a guardarli con compiacimento. Finalmente una buona notizia che viende dal sud. Nel pane quotidiano di oggi, la speranza sta dalle parti del Messico.

© Copyright ClubDante

 

Copyright 2012 by Empower Consulting Srl. Tutti i diritti sono riservati.
ClubDante S.r.l. è una società del Gruppo Empower Consulting S.r.l..
Tutti i servizi di comunicazione digitale del Portale sono forniti per mezzo della piattaforma Mail-Maker.