[A] Dall'Agorà di ClubDante

Stefania Nardini
Italia

FacebookTwitterLinkedInMail-To

La capitale europea della cultura 2013

Una Marsiglia senza Jean-Claude Izzo

Nemmeno un evento per lo scrittore che ha trasformato la città


28/05/2012

Cours Jean-Ballard è l’inizio di un’arrampicata che da Quai Rive Neuve cresce ripida  fin su in alto, dove cielo e mare si incontrano in nome di un’antica complicità. Una strada, un nome: Jean Ballard, fondatore con Marcel Pagnol di una tra le più importanti riviste culturali del Mediterraneo. Era qui infatti la redazione di Les Cahiers du Sud dove scrivevano Camus, Alexandre Toursky, Simon Weil, André Breton, Gide. Una rivista, ma anche un rifugio per artisti e intellettuali perseguitati dal nazismo. Una vecchia storia che sa di ritratto in seppia da questa Marsiglia dove è iniziato uno sbilenco conto alla rovescia.
Pochi mesi ancora e i riflettori punteranno su un Vieux Port liftizzato, su una rue de la Republique “ripulita” dagli scomodi inquilini dei fatiscenti appartamenti non a norma: sfrattati, cacciati, in nome del restyling. Sì, perché nel 2013 Marsiglia sarà la capitale della cultura europea. Sarà qui il grande evento che ha mobilitato imprese, società e capitali per farne un salotto buono. E tutto sotto l’etichetta dell’Euroméditerranée, parola magica che risuonava già a fine anni Novanta per indorare la pillola della grande speculazione immobiliare.
Ma torniamo a Les Cahiers du Sud, a suo tempo trasferita in un granier, una soffitta, al numero 10 di Cours d'Estienne-d'Orves. Un luogo consacrato alla cultura mediterranea che fino a qualche anno fa frequentavo spesso in occasione di  vernissage o per ricercare tra le collezioni le parole di Benjamin, Brauquier, Pessoa.
«Mi sto sbagliando», dico ad alta voce senza rendermene conto.
Un passante, cogliendo il mio sgomento, si ferma per chiedermi se ho bisogno di qualcosa.
Gli domando se mi sa dire qual è il palazzo sede della rivista. Alza le spalle. Non ne sa nulla. Vado alla libreria les Arcenaulx,  per comprare un testo di Anne Seghers. Chiedo alla commessa.
«No, non c’è più. A Marseille va così …»
Va così, a Marseille...


Jean-Claude Izzo - © Daniel Mordzinski

Incontro il mio amico Bruno Leydet, scrittore marsigliese che ostinatamente lavora sulla memoria. Mi domanda se ho letto il programma del grande evento. In effetti non me ne sono preoccupata, qualcuno mi ha detto che è discutibile, altri ancora non hanno voglia di parlarne. Bruno mi dice che nel programma la città non c’è. Non c’è Marsiglia, non c’è la sua anima.
Gli racconto della scoperta fatta poco prima. Lui resta in silenzio.
Camminando arriviamo a Panier.  Peccato che la mia amica Marie Hélène abbia cambiato casa. Adoravo la sua terrazza dove facevano la siesta i gabbiani. Eccola, è lì, in questa piazza intitolata a Jean Claude Izzo.
 Ogni volta che leggo questa targa mi commuovo. Ricordo ancora le battaglie di Sebastien per ottenere questo riconoscimento a suo padre, cantore di una Marsiglia del dolore e dell’amore, di una città la cui nobiltà è in un’anima composita. Quanta gente è venuta qui dopo aver letto i suoi romanzi! Io stessa ho scelto di viverci per poi scrivere la sua biografia.
«Ma davvero non l’hai letto? Il programma, intendo…»
No, gli rispondo di no. Cocciuto come tutti gli italiani di Marsiglia, estrae dalla borsa la stampata. Duecentoundici pagine.
Mi siedo su un gradino. Sono ancora sotto la botta di Place Jean Claude Izzo.
«Sfoglialo Stef, sfoglialo!», insiste Bruno. Sono pagine piene di sponsor, titoli ammiccanti di eventi dedicati ad artisti, scrittori, musicisti.
Roba grossa. Che costa. Non c’è un evento dedicato a Izzo.
Riguardo con più attenzione. Non c’è.
Izzo non fa restyling, si tira dietro quattro poeti, una memoria scomoda, la verità profetica su una città dove si va consumando la tragedia di una generazione impazzita.
Eccola, la cultura della paura che fa mostra di sé in un grande carosello che cancella l’identità.
Eccola Marsiglia, una strada, una piazza con dei nomi. Negazione della città di mare. Sgarrupata e inquieta, camaleontica e metereopatica come quando il mistral soffia portando con sé il bene e il male.
Una vecchia storia d’amore che non si può tirare a lucido. 


© Copyright ClubDante


 

Copyright 2012 by Empower Consulting Srl. Tutti i diritti sono riservati.
ClubDante S.r.l. è una società del Gruppo Empower Consulting S.r.l..
Tutti i servizi di comunicazione digitale del Portale sono forniti per mezzo della piattaforma Mail-Maker.