[A] Dall'Agorà di ClubDante

Guido Conti
Italia

FacebookTwitterLinkedInMail-To

Un segnale da Parma


22/05/2012

“Adesso che Federico Pizzarotti ha vinto, vediamo cosa saprà fare”. “Pizzarotti? Meglio una faccia nuova che il vecchio potere!” . Queste sono alcune dichiarazioni della gente, sotto i portici del grano, in Municipio, a Parma, che saluta e festeggia il nuovo sindaco a cinque stelle, il più giovane della storia, dalla faccia pulita, educato, che non urla e non strepita e non dice parolacce come Beppe Grillo. Ha vinto un volto comune, un ragazzo che sembra affidabile, inesperto delle logiche e delle trappole politiche di cui è seminato il Palazzo di Piazza Garibaldi, e forse questa è una delle ragioni della sua vittoria. Il giorno dopo il ballottaggio con Vincenzo Bernazzoli del PD, c’è una specie di euforia che si respira nell’aria. La gente sorride, è contenta. “Ha vinto il nuovo, vediamo cosa saprà fare questo ragazzo!”
Sì, i parmigiani sono davvero contenti.
Gli occhi dei più importanti mezzi di comunicazione del mondo giornalistico anche internazionale erano a Parma in questi giorni per assistere a quello che si è rivelato un vero e proprio terremoto politico locale e nazionale. Parma è sempre stata una città di rivoluzioni e di rivolte, e anche questa volta non smentisce la sua nomea. Negli ultimi decenni è stata un laboratorio politico: nel 1998 aveva vinto il civismo di Elvio Ubaldi, primo esempio in Italia di governo locale fuori dalla logica dei partiti nazionali, poi trombato sonoramente al primo turno di questa tornata politica in quanto ritenuto responsabile ideologico dei disastri della città che oggi ha un buco di seicento milioni. Ma le vere macerie sono quelle del PD che oggi si lecca le ferite. Dovevano vincere. La poltrona di sindaco per Bernazzoli era ormai cosa certa. Un goal a porta vuota, hanno scritto sui giornali. E invece, hanno fatto di tutto per perdere. Al ballottaggio il candidato del PD Vincenzo Bernazzoli ha perso, ha subito una sonora sconfitta. Uno schiaffo che fa male. Meglio, un calcio nel sedere. I motivi sono semplici da dire.
Era partita male. Il candidato naturale alla carica di sindaco non doveva essere Bernazzoli, ma l’ex capogruppo del Pd in Consiglio Comunale Giorgio Pagliari, che aveva combattuto in prima linea per far cadere l’amministrazione di Vignali, delfino politico di Ubaldi, tra buchi di bilancio e corruzioni. E invece da Roma, con logiche di partito da soviet supremo, è stato indicato Bernazzoli per volontà dello stesso Bersani. Pagliari, che aveva profetizzato un cambiamento radicale nelle file del PD, è stato zittito e fatto fuori subito. Non ha partecipato neanche a quelle che sono state delle primarie farsa. E oggi, con una battuta da comico involontario, Bersani giudica la débâcle di Parma come una “non vittoria”. E il perdente Bernazzoli dichiara: “Nessuna autocritica!”. E la poltrona mai abbandonata della Provincia di Parma? Cosa succederà al governo della Provincia dopo questo scossone al suo Presidente che ha perso completamente la fiducia dei cittadini? E il benestare alla costruzione dell’inceneritore?
Quello che è successo a Parma dovrebbe aprire gli occhi di tutti i politici nazionali. Lo si diceva fin dalla campagna elettorale. Bernazzoli, se non passa al primo turno, torna a casa. Ma i parmigiani hanno mandato a casa un’intera classe dirigente, bruciando per sempre la carriera politica di Bernazzoli, facendo dimettere tutti i vertici locali del partito e aprendo una serie di domande su come dovrà gestire non solo il PD ma tutti i partiti  il proprio futuro. E’ stato bocciato sonoramente un sistema centralista, che decide per la gente e di cui la gente è stanca.
Ci vogliono volti nuovi. Grillo ha cavalcato uno scontento e un malessere che i politici sembrano ignorare. La vecchia politica scimmiotta il cambiamento e il popolo l’ha mandata a casa. Vi pare un segnale di poco conto? Se Bersani parla di “non vittoria” vuol dire che non ha capito, che non vuole aprire gli occhi sulla realtà. Ma allora, che politico è?
Sparita la lega, sparito il PDL, salgono al governo della città di Parma facce nuove, volti nuovi, che nessuno conosce, che conosceremo in futuro.
I funzionari del Comune di Parma, gente seria che lavora assiduamente dietro le quinte, sarà la vera forza che avrà il compito di reggere il cambiamento, di educare questi ragazzi, molti dei quali alla prima esperienza politica. Non sanno nulla di delibere e di poteri forti, di speculazioni e d’interessi che vivono all’ombra del palazzo.
Sarà molto dura per loro. Adesso è tutta la città che gli deve stare vicino. Troveranno anche molte resistenze. Sapranno reggere ai compromessi? Hanno dalla loro i cittadini che li hanno votati e voluti in Municipio, e questo non è poco. Parma si riappropria della politica lontano dai partiti e dalle logiche di potere, con un’eredità di buchi di bilancio, di opere gigantesche, di orrori architettonici e un inceneritore non finito, che fa paura. L’eredità della vecchia politica è anche questo. Una città distrutta, più brutta, piena di debiti e scontenta. Qualcuno gufa che fra un anno a Parma ci saranno le elezioni anticipate. Non ci resta che indirizzare a Federico Pizzarotti e alla nuova giunta, un santo augurio di buon lavoro.

© Copyright ClubDante

 

Copyright 2012 by Empower Consulting Srl. Tutti i diritti sono riservati.
ClubDante S.r.l. è una società del Gruppo Empower Consulting S.r.l..
Tutti i servizi di comunicazione digitale del Portale sono forniti per mezzo della piattaforma Mail-Maker.