[A] Dall'Agorà di ClubDante

Laura Martínez-Belli
Spagna

FacebookTwitterLinkedInMail-To

Nora Ephron, l’eroina della sua vita


28/06/2012

Grazie a Twitter, il social network che si è trasformato nella mia finestra sul mondo, ieri ho saputo che era da poco morta Nora Ephron, la sceneggiatrice di Harry ti presento Sally. Come di solito capita, dopo la morte arrivano i riconoscimenti che in vita scarseggiano, e così ho letto dei suoi successi professionali. Tutti noi che negli anni Ottanta avevamo l'età per vederlo, ricordiamo la famosa scena dell'orgasmo simulato da Meg Ryan in un bar, di fronte allo sguardo attonito di un giovane Billy Crystal; mentre molti (più di quelli disposti ad ammetterlo) si sono commossi per il mieloso incontro di Tom Hanks sulla cima dell'Empire State Building, ancora una volta con l'allora fidanzata d'America, Meg Ryan, in Insonnia d'amore. Dopo ci sono stati altri film, diretti dalla Ephron o scritti e prodotti da lei. Tutte commedie romantiche, cosa che l’ha fatta diventare la regina dei “chicks flicks”.

Nora Ephron è morta di cancro, di leucemia, a 71 anni. Nei suoi film le donne erano personaggi forti, sopravvissute, ma – innanzitutto – protagoniste. Erano loro a tenere in mano le redini della propria vita. La stessa Ephron si è perfino spinta a dire: «Sii l'eroina della tua vita, non la vittima».

Quando suo marito, e padre dei suoi due figli (il giornalista Bernstein, uno dei due che scoperchiarono il caso Watergate), le mise delle corna monumentali, lei cosa fece? Prese tutte quelle sensazioni e scrisse la sceneggiatura di Heartburn - Affari di cuore, film che poi ebbe Jack Nicholson e Meryl Streep come protagonisti. La mia personale interpretazione è che era una donna capace di trasformare le brutte pieghe della sua vita in successi, se non per gli altri, almeno per lei, che poi, in fin dei conti, è ciò che importa.

Non posso pensare che questa donna, senza dubbio completa (giornalista, sceneggiatrice, produttrice cinematografica, romanziera), negli ultimi giorni della sua vita sia stata vinta dal cancro. Per la metafisica il cancro è una tristezza profonda. Una pena che ti corrode da dentro, perché siamo noi stessi a generarla, con le nostre colpe, i nostri rimorsi, i nostri conti non saldati. Questo è il cancro, per la metafisica. Una premessa rifiutata automaticamente da chi lo ha sofferto o da chi ha perso qualcuno per colpa di questa malattia. Mio padre, qualche anno fa, ha avuto un cancro alla prostata, e quando in qualche occasione gli ho suggerito che forse le cause della sua malattia potevano avere altre radici, più profonde e invisibili per la sua pragmatica e agnostica visione del mondo, mi ha lanciato uno sguardo di rimprovero con i suoi occhi azzurri. Naturalmente, non credo che ci si possa infliggere intenzionalmente del male. Ognuno ha i suoi dèmoni, ognuno espia delle colpe e le esorcizza in modi diversi. C'è chi dice che la scienza sia più forte della fede. Io, piuttosto, credo che la scienza sia il più grande atto di fede. Fede nella conoscenza. Fede nel potere di controllare. Fede nella capacità di comprendere l'inspiegabile.

Non conoscevo Nora Ephron, se non per i suoi film. Ho riso e ho pianto vedendoli. Però, sapendo che è morta di cancro, mi interrogo sulla persona, non sul personaggio. La morte di qualcuno smuove sempre delle fibre interiori, e ci riflettiamo nello specchio della nostra mortalità. Nel suo ultimo libro, Non mi ricordo niente e altre riflessioni, la stessa Ephron ha scritto: «Tutti moriremo, e non possiamo fare nulla per evitarlo. Anche se mangi soltanto sei mandorle al giorno. Anche se credi in Dio». Cosa ci porta alla morte? Quali sono le soddisfazioni che ci permettono di morire in pace? Quelle sue donne forti e sorridenti nonostante le disgrazie, non saranno state il riflesso di un alter ego?

La scrittura ci porta a sognare. Ci porta in altri mondi, in altre vite. Ci dà l'opportunità di creare storie definite, complete, in cui se tendiamo un filo, un altro si affloscia. Però, anche se la vita non è perfetta ed è piena di sfumature, possiamo viverla come una commedia romantica. Ciascuno decide come affrontare le sue disgrazie. E, se ci impegniamo abbastanza, potremo simulare orgasmi al tavolino di un bar.

 

© Copyright ClubDante

 

Copyright 2012 by Empower Consulting Srl. Tutti i diritti sono riservati.
ClubDante S.r.l. è una società del Gruppo Empower Consulting S.r.l..
Tutti i servizi di comunicazione digitale del Portale sono forniti per mezzo della piattaforma Mail-Maker.