[A] Dall'Agorà di ClubDante

Franco Pezzini
Italia

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Antiche sere ad Amarna


07/10/2013

Che la serie Mondadori Gli amori segreti delle coppie più famose della storia guardi in prima battuta a un pubblico “popolare” sembra abbastanza evidente (“Una nuova serie, tutta italiana, per raccontare in chiave erotica gli amori travagliati di alcune grandi coppie della Storia […]: amori segreti e assolutamente carnali consumati fino all’ultimo gemito” eccetera, si veda il sito). E tuttavia uno dei suoi primissimi titoli, La splendente regina della notte di Claudia Salvatori, correttamente etichettabile come romanzo storico-popolare ed erotico, riesce a non esaurirsi in quei generi – aprendo col suo ricco tessuto di suggestioni a una più vasta latitudine di orizzonti e a piste più intriganti e profonde.

In scena, nell’Egitto del XIV secolo a.C., sono l’amore e gli amori tra il carismatico principe e poi faraone Amenofi IV rinominato Akhenaton dal nome del dio antico – Aton – della sua famiglia, e la splendida, brillante, appassionata Nefertiti: amore ed amori che si compenetrano con l’utopia religiosa di un Dio universale, tra pericoli esterni e interni, gelosie, insidie – in particolare del clero corrotto di Amon – e laceranti sfide interiori. In un legame intensamente spirituale ma anche fantasiosamente carnale, madido di sogni che però si concretizzano in nuovi rapporti umani, nuovi assetti politici, culturali e artistici (la cosiddetta età di Amarna), e persino in una nuova capitale, il visionario sovrano e la sua sposa ridisegneranno il mondo all’intorno: e tra fughe in avanti e saltuarie concessioni agli avversari, scelte oculate di alleati e ministri, colpi di scena lucidamente teatrali e temporanee separazioni, si sosterranno per tutta la vita affrontando le più varie prove, fino alla morte improvvisa di lui e misteriosamente oltre.

Segnato da strazianti pratiche di ascesa interiore, Akhenaton reca il carico di una missione religiosa ereditata dai genitori ma condotta da lui a radicalità nuova; è un vero e proprio doping quello che lo vede sostenersi nella febbrile attività di sovrano e predicatore con continua assunzione di droghe che lentamente lo distruggono. Oggetto via via di ostilità divoranti e di innamoramenti altrettanto invincibili da parte del popolo (il tema del rapporto tra eros e potere emerge con frequenza tra le pieghe del romanzo), bramato e odiato dalle principesse per cui non prova nulla, il bellissimo Akhenaton riesce solo con Nefertiti a trovare un completamento, peraltro non esente da crisi drammatiche: qualcosa che fa riconoscere a entrambi, nello scambio di vita, sogni ed eros, la propria identità sessuale manifesta ma anche l’opposta – l’io femminile di lui e il maschile di lei – in un tentativo continuo, liberissimo e abbacinante di incarnare il Divino sulla Terra. Quelli insomma che tra giardini sussurranti e talami drogati risultano al lettore superficiale meri siparietti di kamasutra egizio, indubbiamente torridi ma sempre privi di volgarità, delineano in realtà una sorta di itinerario nel profondo in un’unione che non corre soltanto tra corpi.

Dimentichiamo la saga-feuilleton di Ramses varata da Christian Jacq negli anni Novanta, e che abbinava a una brillante operazione commerciale – evocante una ventata di egittomania in tutta Italia – risultati narrativi modesti: Claudia Salvatori può vantare ben altra qualità di scrittura – modellando personaggi di sottile complessità interiore, basti solo citare la straordinaria figura della regina madre Tiye – e il dono di una lievità densa e visionaria che riverbera di echi. Con la vertiginosa capacità evocativa già riconosciutale attraverso altre felici prove di tema storico, l’abilità di sognare entro il tessuto delle fonti col risultato di sintesi originalissime, la libertà da interpretazioni narrative precedenti (su Akhenaton non ne mancavano) in un rispetto però generale della documentazione, riesce così a dipingere qualcosa che è affresco esteriore di un Egitto tra le genti, in continuo scambio con ciò che sta al di là delle sue frontiere culturali, e insieme interiore dei due protagonisti. Arrivando a giocare con eleganza e intelligente equilibrio il tema forse più discusso della saga di Akhenaton, cioè il rapporto con il Dio Unico del Sinai e i suoi seguaci – e per esempio riportando a un credibile sfondo storico (e ad un tessuto toccante di implicazioni umane) gli eventi delle cosiddette piaghe associate alla liberazione d’Israele.

Se poi la memoria di Akhenaton finirà cancellata dalla damnatio degli uomini – i vilain dei romanzi di Salvatori difficilmente ricevono l’attesa punizione, come del resto accade nella vera vita – il suo sogno di un Bene universale mantiene per noi, a tanta distanza da quelle antiche sere, il fascino e la sfida della vertigine.

La splendente regina della notte - Mondadori (2013)
La splendente regina della notte
Claudia Salvatori
Mondadori
2013
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